Il Tirreno

Grosseto

Uno spiraglio per la Coop di via Rovetta

Incontro fra dipendenti, cittadini e amministrazione: si cerca di evitare la chiusura

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GROSSETO. La capra, forse, non morirà strozzata dal cavolo e il cavolo non finirà per essere mangiato dalla capra.

Sul supermercato Coop di via Rovetta e sul rebus legato all’agibilità dei locali, ora c’è qualche spiraglio. Almeno da un punto di vista amministrativo.

Sì perché il procedimento finalizzato ad appurare l’idoneità dei locali interrati che ospitano il punto vendita è partito direttamente dalla procura. Su segnalazione anonima. Quindi, anche venisse sanata la questione con il Comune, tutto resterebbe in bilico. La soluzione a oggi più probabile, comunque, non è quella dello stop definitivo alle vendite, ma di una soluzione di compromesso. Un qualcosa che salvi il negozio e che non veda l’abdicazione dell’Amministrazione davanti a precise responsabilità: le norme devono essere fatte rispettare e tutto non può certo venire nascosto come polvere sotto il tappeto. Ma andiamo con ordine: ieri mattina le rappresentanze sindacali e alcuni dipendenti Unicoop hanno incontrato il prefetto, che ha rassicurato i lavoratori e contattato il sindaco Emilio Bonifazi per avere delucidazioni in merito. Dopo poche ore è stata la volta del primo cittadino che, affiancato dall’assessore al commercio Emanuel Cerciello e da alcuni funzionari dell’ufficio tecnico del Comune, ha parlato a lungo con i rappresentanti dei venti dipendenti che rischiano di trovarsi disoccupati. Alla riunione, in sala consiliare, hanno partecipato anche molti barbanellini, preoccupati per le sorti del loro negozio di vicinato. «Abbiamo spiegato ai lavoratori qual è la situazione – precisa il sindaco Bonifazi – e quali saranno i prossimi passi da compiere». È la prima volta che dall’Amministrazione non parlano esplicitamente di chiusura del supermercato. Questo non per carineria, ma perché Unicoop, che ha presentato mercoledì scorso le proprie contro deduzioni ai procedimenti amministrativi avviati, ha tirato fuori la soluzione che pochi o nessuno si aspettavano: «Si sono appellati al legittimo affidamento». Ha sottolineato il primo cittadino. Insomma, l’insegna Coop campeggia lungo quella strada da 44 anni. Un periodo durante cui ci sono stati sicuramente molti controlli, portati avanti a più livelli e da più soggetti. Eppure, nessuno ha mai avuto nulla a che ridire. Unicoop avrebbe dunque agito sempre in buona fede, sicura d’essere a posto con le normative. Seguendo l’idea del legittimo affidamento, la questione della destinazione d’uso dell'immobile si risolverebbe. Ovviamente, nel momento in cui il negozio dovesse chiudere, tutto decadrebbe. Certo, altri nodi andrebbero sciolti, come quello legato al sistema antincendio, tutto da aggiornare. Ma mettendo mano al portafogli la cooperativa potrebbe salvare la propria permanenza nel quartiere. «In ogni caso – fa sapere Cerciello – la proprietà e Unicoop hanno tempo sino al 13 per presentare ulteriori documenti». Una schiarita che ha rassicurato Andrea Ferretti della Cgil «Abbiamo chiesto di condividere il percorso, per non ritrovarci ancora una volta davanti a voci di chiusura del punto vendita. Comunque il passo in avanti c’è stato». E la cooperativa? Per il momento bocche cucite.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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