Italia
Sequestrata una tonnellata di amianto
La guardia di finanza scopre una discarica abusiva e ferma un operaio proprio mentre sotterra le lastre
GROSSETO. «Me lo hanno detto loro di fare così, io eseguo gli ordini». Prima di scendere dal trattore, l’operaio di un’azienda edile della zona, trovato su un terreno agricolo proprio mentre stava cercando di sotterrare lastre di eternit, ha cercato di dare una giustificazione ai finanzieri che gli chiedevano conto di tutto quel materiale caricato sul braccio del mezzo agricolo. Una giustificazione che ovviamente non ha convinto le fiamme gialle che hanno denunciato l’uomo.
Il terreno è a Versegge, vicino a Braccagni. Siamo in aperta campagna, in fondo a una stradina poderale dove di automobili ne passano ben poche. Quella della guardia di finanza di Grosseto, agli ordini del colonnello Fernando Greco però, è arrivata fino a lì, nell’ambito di un normale controllo del territorio. Qualche mese fa, utilizzando lo stesso met5odo, i militari trovarono una piantagione d’oppio. Questa volta, invece, hanno trovato un operaio che stava smaltendo illecitamente rifiuti pericolosi.
In quel terreno, che è di proprietà di un’azienda agricola, l’operaio stava smantellando il tetto di un vecchio capannone. Un fienile, probabilmente, che sarebbe stato demolito per fare spazio a una nuova costruzione. Nulla di strano, se non fosse che il tetto del capannone era completamente ricoperto di eternit contente amianto. Materiale pericoloso, che non può certo essere smaltito scavando una buca e seppellendolo sotto terra.
E invece, in quel fazzoletto di terra accanto al capannone, dove non c’era alcuna coltivazione, ma dove i proprietari dell’azienda agricola avevano ricavato una sorta di discarica a cielo aperto, con pezzi di motori e vecchi trattori abbandonati, c’erano anche quei rifiuti pericolosi per la salute pubblica, irregolarmente smaltiti e pronti per essere sotterrati.
Le indagini sono state portate avanti dal nucleo di polizia tributaria e hanno permesso di trovare in quei 1500 metri quadrati di terreno ben una tonnellata di eternit contenente amianto. Un quantitativo enorme, se si pensa alla pericolosità che il sotterramento di quel materiale. L’operaio era sul trattore che stava preparando la buca e stava per sotterrare le lastre di eternit che erano state smantellate dal tetto del capannone.
La ditta edile era stata incaricata di effettuare i lavori di ristrutturazione dai proprietari dell’azienda agricola, e l’uomo non ha avuto problemi a dire la verità. A lui, quel lavoro, lo avevano commissionato e lui lo stava facendo. Senza però, pensare alle conseguenze. Non indossava la mascherina e nemmeno la tuta, lavorava a contatto con quel materiale pericoloso senza nemmeno pensarci, nonostante che il materiale fosse in evidente stato di abbandono, frantumato e sgretolato, con grave rischio di dispersione di fibre di amianto nell'aria e conseguente pericoloso inquinamento ambientale.
Le fiamme gialle hanno sequestrato l'area inquinata, il capannone smantellato e anche il trattore utilizzato per interrare le lastre. Poi, i militari della finanza di Grosseto hanno avvertito l’Arpat che dovrà svolgere tutti gli accertamenti tecnici sul materiale sequestrato e sull’area.
Una denuncia se la sono beccata anche i titolari dell’azienda agricola dove sorgeva il capannone, che probabilmente era un ex fienile per i reati di divieto di abbandono e attività di gestione di rifiuti non autorizzati. Ora, la palla passa alle istituzioni, oltre che, ovviamente, alla procura di Grosseto.
Una volta che l’Arpat avrà svolto i suoi rilievi, i risultati delle analisi saranno inviati al Comune, alla Provincia e anche alla Regione. Tocca agli enti predisporre le dovute azioni per il ripristino ambientale della zona, e anche gli eventuali piani di bonifica in presenza di possibili contaminazioni del suolo. La rimozione dei rifiuti abbandonati e del recupero e anche dello smaltimento dei rifiuti sono a carico dei proprietari dell’area, come anche il ripristino dei luoghi inquinati. Il sindaco, in questi casi, emette appositi provvedimenti per le operazioni necessarie e dispone il termine entro cui provvedere. In caso di non ottemperanza è prevista la pena dell'arresto fino a un anno. Le spese di ripristino dell'area saranno a carico del colpevole della violazione, in solido con il proprietario del terreno.
Di soldi, in questo caso, ne serviranno parecchi. Compresi quelli della multa che verrà elevata ai proprietari del terreno per non aver pagato la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, obbligatoria non solo per quelli pericolosi come l’amianto ma per tutte le attività.
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