Sicurezza
Ombrelloni chiusi, la rabbia dei balneari
Adesione allo sciopero vicina al 100% da Capalbio a Follonica: «Si trovino soluzioni, così si uccide l’economia turistica»
GROSSETO. Quasi il 100% di adesioni, da Capalbio a Follonica, passando per Marina di Grosseto e Principina. La manifestazione dei balneari per protestare contro l'applicazione della direttiva Bolkestein, per dire no alle aste previste dall'Unione Europea a partire dal 1 gennaio 2016, è stata un successo. In tutto il nostro litorale gli stabilimenti balneari hanno tenuto chiusi gli ombrelloni fino alle ore 11 in segno di protesta per manifestare contro il silenzio del Governo riguardo ai problemi della categoria che da tempo chiede un tavolo di confronto. Del resto la problematica è fortemente sentita dalla categoria che rischia di veder chiudere migliaia di aziende, compromettendo l'importanza del turismo nella nostra provincia e con gravi ripercussioni in termini occupazionali. Ovunque anche i sindaci hanno preso parte alle manifestazioni.
La zona sud. Piena adesione nel Comune di Capalbio, con il sindaco Luigi Bellumori e i gestori degli stabilimenti, dall’Ultima Spiaggia a Macchiatonda. Imprenditori che hanno investito milioni di euro e che rischiano di perdere tutto per norme concepite a Bruxelles, dove il mare a malapena sanno cos’è.
Invece nel Comune di Orbetello è nato il consorzio Litorale di Levante, che comprende tutte le aziende balneari del territorio lagunare, dalla Feniglia fino alla Tagliata. Sono (in fila da Orbetello verso sud) Braccio, La Zonca, la Tenda Gialla, la Capannuccia, il Cartello, il Tempio, La Strega e la Duna, le otto attività che, il 18 luglio scorso, hanno incontrato il notaio per l'ufficializzazione del consorzio, a cui si è aggiunto, tra gli altri, una seconda cooperativa di servizi, la SerTur. Il primo passo sarà una richiesta al sindaco di Orbetello per ottenere la deroga che consenta, attraverso anche la carta dei vincoli ambientali, l'esclusione dalla direttiva. Ma le iniziative del consorzio non finiscono certo qua, aprendosi a progetti ambiziosi che vorrebbero oltrepassare i confini comunali: «Come ha individuato la regione Toscana – dice il presidente David Bartolini – vorremmo fare un distretto turistico della Costa della Maremma, al fine di creare una voce unanime che possa interfacciarsi con le amministrazioni locali». Una bretella che da Marina di Grosseto a Capalbio unisca gli imprenditori del mare in un unico organismo per combattere i funesti effetti della normativa. «Noi operatori siamo in concessione edilizia paghiamo l'Imu e possediamo immobili di proprietà, abbiamo condotti fognari costruiti da noi stessi, ci aspettiamo che lo Stato ci venga incontro, poiché queste cose non sono trascurabili». Nel frattempo i consorziati avanzano altre proposte: «A breve presenteremo anche un altro progetto al comune di Orbetello per la gestione della sicurezza, dei parcheggi e della pulizia delle spiagge finalizzato al miglioramento dell'offerta turistica».
Follonica. Anche a Follonica una distesa di ombrelloni chiusi. Anche il primo cittadino Eleonora Baldi ha voluto manifestare il proprio sostegno andando di persona insieme all’assessore al patrimonio, Donatella Rapezzi sulla spiaggia proprio nel momento in cui era in atto la chiusura. «Da noi nessuno ha detto nulla, solo una signora ha borbottato qualcosa ma le ho risposto che le renderò il denaro che doveva spendere per quelle due ore di affitto dell’ombrellone» racconta sorridendo il proprietario di uno stabilimento balneare follonichese. L’associazione Balneari follonichese che raggruppa la quasi totalità degli stabilimenti presenti lungo la costa, già da alcuni mesi ha avviato un percorso per la creazione di una specie di cooperativa utile ad unire di più la categoria, rendendola più forte rispetto alla concorrenza.
Castiglione. Anche il piccolo paese medioevale ha voluto dire la sua, ieri attina, schierando, in tutte le spiagge, file interminabili di ombrelloni serrati dalle 9 alle 11 del mattino, per manifestare sugli effetti negativi della direttiva europea unitamente alle Associazioni e all’Amministrazione Comunale. «Il primo passo per affrontare il problema è riconoscere gli stabilimenti balneari come vere e proprie imprese che operano sul nostro territorio – spiega il sindaco Giancarlo Farnetani -. Per la nostra realtà, la loro presenza è importantissima sia dal punto di vista economico, sia da quello turistico. La tradizione balneare italiana significa molto in termini di unicità e di tradizione nei confronti dell’Europa intera. Adesso, necessitiamo di provvedimenti di salvaguardia in merito al turismo balneare, provvedimenti che solo lo Stato può indicare pur restando nelle linee generiche della legge Bolkestein. Se entro la fine di questo anno non riusciremo ad arginare con normative specifiche questo problema, ci troveremo presto di fronte ad una situazione che si preannuncia difficile. La mancanza di provvedimenti in materia porterebbe al rallentamento degli investimenti e al conseguente stop per tutta l’economia legata al turismo. Ieri, abbiamo contattato la Presidenza della Regione Toscana che ci ha dato piena disponibilità nell’affrontare la questione così come, siamo sicuri, anche l’Anci Nazionale sarà in grado di coinvolgere, con iniziative specifiche, tutti gli Anci Regionali al fine di partecipare insieme, alla Conferenza Stato-Regioni occasione nella quale, dovrà passare il decreto».
«Il lavoro che svolgiamo è prezioso – spiega Attilio Ganozzi presidente Fipa -. Ringraziamo l’Amministrazione per l’appoggio dimostrato e chiediamo a tutti i rappresentanti degli stabilimenti di fare fronte comune su questo problema».
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