Il dolore
Marras e Sani dopo il Cipe «Vogliamo delle garanzie»
Tirrenica: la Maremma non si fida al 100 per cento delle promesse di Monti E il “Bene Comune” di Manciano va all’attacco: «Stangata per i pendolari»
GROSSETO. L’approvazione di alcuni lotti della Tirrenica da parte del Cipe e le “promesse” di Monti per gli sgravi sul pedaggio ai residenti trovano la Maremma assai scettica. «La scelta del Cipe sul corridoio tirrenico, molto salomonica – dicono Leonaro Marras e Luca Sani –, per la provincia di Grosseto risolve solo una parte dei problemi relativamente ai quali la Regione Toscana aveva adottato un'apposita delibera d'indirizzo.La presenza del presidente del consiglio solo quando si è discusso di Tirrenica è senza dubbio un segno di attenzione.
Tuttavia al presidente Monti, che ha garantito informalmente l'istituzione del fondo per consentire la gratuita percorrenza dell'autostrada entro i 45 km ai residenti sul nostro territorio, potremmo rispondere con la classica battuta "pagare moneta, vedere cammello". Ad oggi, infatti, le promesse agevolazioni fiscali a Sat non sono state inserite nella legge di conversione del decreto Salva Italia, e ci troviamo per l'ennesima volta a dover attendere un atto dello Stato che rimane incerto. Ancora da risolvere è poi il problema della variante di Orbetello, tra Fonteblanda e Ansedonia. Ci piacerebbe essere messi nelle condizioni di prendere visione dei due tracciati sui quali svolgere la comparazione, come prevede appunto la delibera regionale. Il presidente Rossi ha giustamente detto che i lavori non partiranno finché non saranno approvati tutti i progetti definitivi. Il Cipe si è dato tre diverse scadenze. Per i lotti 4 e 5 entro il prossimo dicembre. Agosto è inutilizzabile, rimangono quindi 4 mesi secchi. Vorremmo chiudere la partita anche prima, ma bisognerebbe poter discutere di tracciati condivisi con il territorio non di suggestioni».
Molto critico il Movimento per il Bene Comune di Manciano. «Prosegue la grottesca vicenda della tirrenica. In tempi di revisioni di spesa le pretese del governatore Rossi di de-fiscalizzare la Sat e de-pedaggiare i residenti, non potevano essere accolte ed il Senato le aveva nei giorni scorsi rigettate. Non possiamo che applaudire alla decisione del Senato, in primo luogo perché la trovata di Rossi di esentare dal pedaggio i residenti aveva il solo scopo di tacitare il risentimento popolare per il furto di un bene collettivo: una strada consolare, pubblica da 2300 anni.Infatti tale esenzione era solo provvisoria e non derivava da un mancato prelievo del concessionario, che non ha mai avuto l'intenzione di sacrificare il 58% dei profitti, ma da un fondo statale di copertura che avrebbe comunque trasferito gli oneri di questa autostrada sulle spalle della collettività. ASecondo calcoli effettuati dal nostro comitato sulle tariffe previste, ad un pendolare che dovesse recarsi per lavoro da Orbetello a Grosseto questa autostrada costerebbe circa 400 euro al mese, in assenza poi di alternative pubbliche».
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