Il Tirreno

Grosseto

Rubata una Madonna del ’600

di Fiora Bonelli
Rubata una Madonna del ’600

Furto sacrilego a Castel del Piano: alta 1,20, era in una cappella privata di un palazzo in corso Nasini

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ARCIDOSSO. Furto sacrilego a Castel del Piano: i ladri hanno portato via una preziosa statua di una Madonna seicentesca, trafugata con un candelabro e altri arredi. La denuncia è stata fatta dal proprietario dell’immobile dove era custodito l’oggetto sacro.

La statua è l’oggetto di maggior valore, un’opera d’arte uscita, presumibilmente, da una bottega artigiana senese. Simile, si dice, a quelle che sfilano per la processione del venerdì santo a Castel del Piano. Una statua alta circa 1 metro e 20, vestita con abiti di stoffa pregiata secentesca, che si trovava in una cappella privata al primo piano di un palazzo in corso Nasini a Castel del Piano.

Una casa in condizioni precarie (conosciuta dalla comunità casteldelpianese come “casa del podestà” ), fatiscente, in cui si trovano arredi e documenti preziosi ma lasciati senza cura particolare al loro destino. Fra questi, la cappella racchiudeva un vero tesoro artistico, in una nicchia azzurra sopra l’altare della cappella, la bella statua della Madonna.

«Vi ho officiato la Santa Messa diverse volte - rammenta il parroco Don Giovanni - sebbene sia una cappella privata. E so anche che tanti anni fa, si era soliti recitare il rosario per il mese mariano davanti a questa Madonna. Sono stato avvertito subito dal proprietario sebbene io mi trovi in Valtellina per le vacanze, spiega Don Giovanni, e sono dispiaciuto di questo ennesimo furto di oggetti d’arte sacra. Sarebbe urgente riuscire a mettere in sicurezza questi oggetti, vista la raffica di furti consumati nei confronti dei beni di questo tipo».

Il parroco ricorda che essendo la cappella di proprietà privata, non è rappresentata nel catalogo delle opere d’arte sacre della chiesa. «Ricordo soltanto le dimensioni della statua e che forse è confezionata di cartapesta». Anche Marco Farmeschi, ricercatore di Casteldelpiano e ispettore onorario della Soprintendenza, spiega di essere stato nella cappellina privata e di ricordare la nicchia dove era custodita la Madonna del Seicento: «Una nicchia azzurra trapuntata di stelle dorate - afferma - e la statua presumibilmente era simile a quelle che sfilano sorrette dalle Compgnie laicali, per la processione del venerdì santo. Opere di grande pregio, che è un peccato perdere». Il proprietario ha sporto ufficiale denuncia ai carabinieri di Arcidosso, agli ordini del luogotenente Gianni Rosicarelli, che sono intervenuti sul luogo del furto, e hanno attivato immediatamente una serie di iniziative prima di tutto per avere, se possibile, una descrizione precisa dell’opera rubata e per rinvenire una fotografia o una catalogazione della statuina della Madonna scomparsa.

Fra l’altro, si precisa da parte della tenenza dei Carabinieri, non è noto il momento della scomparsa del manufatto e nemmeno il suo valore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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