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Rabbia dei balneari due ore di protesta

Rabbia dei balneari due ore di protesta

GROSSETO. Oggi dalle 9 alle 11 gli stabilimenti balneari di tutta la provincia di Grosseto chiuderanno gli ombrelloni per protestare contro il silenzio del Governo in merito ai problemi che la...

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GROSSETO. Oggi dalle 9 alle 11 gli stabilimenti balneari di tutta la provincia di Grosseto chiuderanno gli ombrelloni per protestare contro il silenzio del Governo in merito ai problemi che la categoria si troverà ad affrontare con l'introduzione della direttiva europea Bolkestein. La normativa comunitaria imporrà che entro il 2015 le concessioni demaniali in territorio italiano siano assegnate tramite un'asta. Fiba, il sindacato delle imprese balneari di Confesercenti ha proclamato questa iniziativa di comune accordo con altre sigle sindacali del settore come Sib, Cna e Assobalneari. «Con l'avvento della Bolkestein circa 120 aziende balneari in tutta la provincia rischiano di essere confiscate – spiega Galliano Albonetti, presidente provinciale Fiba –. Il turismo balneare è fondamentale per l'economia della nostra zona. Tutte le associazioni di categoria partecipano unite a questa forma di protesta nei confronti del governo. Ci era stato promesso dalle istituzioni un tavolo di confronto, ma ad oggi il ministro Gnudi non lo ha ancora convocato. Anzi, mentre aspettavamo che il ministro del turismo ci convocasse per trattare, è stata presentata una proposta in Parlamento senza coinvolgere o interpellare le associazioni balneari. Le due ore di protesta devono far sì che il governo si ricordi delle promesse mantenute e trovi una soluzione di comune accordo con noi. Questa iniziativa creerà alcuni disagi ai nostri clienti, ma è l'unico modo per farsi sentire. È importante ricordare che gli stabilimenti garantiranno il regolare servizio di salvamento anche in quelle due ore».

Le istituzioni locali di tutta la provincia hanno portato il loro sostegno e la loro solidarietà ai balneari in protesta. L'assessore al turismo del comune di Grosseto Giovanna Stellini ha sottolineato come «in Europa non si comprenda l'importanza economica del settore balneare italiano e neanche il servizio che viene offerto al cittadino». Parole di sostegno anche dall'assessore all'ambiente Giancarlo Tei, il quale ha fatto notare che «Serve un provvedimento che coniughi la legislazione italiana a quella europea. Dobbiamo giocare in termini di difesa del territorio». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore all'ambiente del comune di Orbetello Walter Martellini che spiega che «Serve una norma che preservi l'equilibrio del territorio e metta d'accordo tutti».

I sindaci delle altre località marittime della provincia riconoscono l'importanza delle imprese balneari come settore trainante dell'economia del territorio. «Con questo provvedimento non si riconosce agli stabilimenti il ruolo di impresa – afferma Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione -. Noi enti locali invece lo riconosciamo. Ci sono strutture che avrebbero bisogno di alcuni interventi, ma non trovano investitori perché chi investe rischia di perdere tutto tra tre anni». Il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori spiega come «La Regione si è schierata al fianco delle aziende balneari. Purtroppo Parlamento e Governo si sono dimostrati incompetenti negli ultimi anni. Serve una maggiore attenzione per la categoria». Infine, si schiera al fianco dei sindacati balneari anche Elonora Baldi, sindaco di Follonica. «Siamo qui per convinzione, non per compiacenza – dichiara il sindaco -. Sosteniamo questa “battaglia”. Con il sistema delle aste, oltre a minare gli equilibri dell'economia territoriale, si rischia di attirare nel nostro territorio anche la malavita organizzata, dato che può fornire senza problemi somme ingenti di danaro».

Giulio Di Fabio

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