Attenzione
I capigruppo: «Tariffe più eque per gli asili»
Dalla maggioranza arriva la risposta all’opposizione che aveva criticato il nuovo regolamento
GROSSETO. La dialettica politica va bene, ma l’attacco dell’opposizione alla nuova scelta per definire le tariffe per gli asili nido, non va giù ai capigruppo della maggioranza che hanno affidato a un documento congiunto la loro risposta all’opposizione. «Sulle tariffe per nidi e scuole dell'infanzia comunali la destra cittadina non finisce mai di stupire - scrivono Roberto Panfi (Pd), Stefano Rosini (Idv), Francesco Giorgi (Psi), Jacopo Tonelli (Udc) e Marcello Treglia (Grosseto Insieme) - perchè si è scatenata su un provvedimento che va incontro alle esigenze proprio delle fasce più deboli della società». Secondo la maggioranza che ha approvato il nuovo regolamento «è inutile andare a cercare le variazioni su specifiche posizioni senza tenere conto dell'effetto combinato della riforma delle tariffe e del sistema degli accessi: vale a dire che famiglie a basso reddito e con disoccupati prima escluse dalla qualità dei servizi educativi comunali adesso potranno invece accedervi senza dover ricorrere più a strutture private a basso costo. Inoltre non si può non vedere come: la fascia tra i 9 e i 28mila euro goda da oggi in poi di una personalizzazione delle tariffe in base ad ogni singolo Isee e che l'insieme delle nuove 4 fasce risulta adesso sensibilmente più progressivo delle precedenti e piatte 8 fasce». C’è poi il fatto che il peso della compartecipazione, sempre complessivamente sotto il 20%, si sposterà sulle situazioni Isee più alte, tenendo anche presente che i 28mila euro di Isee non sono come i 28mila euro di reddito. «Inoltre, - spiegano - la modulazione della tariffa in base ai servizi serve a evitare che nidi e scuole dell'infanzia diventino dei parcheggi e c’è anche da sapere che il Comune compie questi interventi prima dell'inizio dell'anno scolastico in modo da poter per la prima volta inviare le lettere di ammissione contestualmente comunicando anche la tariffa applicata».
I capigruppo della maggioranza sottolineano un aspetto che, secondo loro, l’opposizione non ha colto: «Si perde di vista - dicono - che famiglie a basso reddito pagheranno al Comune servizi educativi di qualità, invece di pagarli e più cari a strutture private magari inadeguate, allora vuol dire che si critica tanto per criticare cercando così conferma della troppo diffusa convinzione che gridando più forte si possa ottenere anche la ragione».
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