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Contromossa dei diportisti «Commissione paritetica»

Contromossa dei diportisti «Commissione paritetica»

Spazi alla nautica sociale: l’associazione portercolese abbandona il ricorso al Tar e sulla base di una legge regionale chiede un tavolo di confronto con le istituzioni

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PORTO ERCOLE. L’associazione Diportisti Porto Ercole rinuncia al ricorso in Tribunale. Ma chi pensasse che – dopo le aspre polemiche delle settimane passate – la decisione sia un segnale di resa, sbaglia di grosso. Semplicemente, come chiarisce una nota diffusa ieri dalla stessa associazione, i residenti proprietari di piccole imbarcazioni hanno trovato (e imboccato) un’altra via da percorrere. Una via che non porta alla sfida legale, ma che dovrebbe – questo almeno è l’auspicio dei diportisti – indurre l’amministrazione comunale a riallacciare il filo interrotto del confronto diretto.

La storia è nota. Da tempo i diportisti lamentano l’assoluta mancanza di spazio, a Porto Ercole, per la cosiddetta “Nautica sociale”. L’attuale assetto dei porti nella frazione dell’Argentario, infatti, ne prevede esclusivamente l’uso produttivo. Per i residenti e le loro barchette, dunque, non c’è spazio, né ci sono servizi.

Secondo l’associazione anche «il recepimento della norma di salvaguardia, adottata nel 2011 all’interno del Regolamento Urbanistico», con la quale «il Comune di Monte Argentario, ha inteso disciplinare la gestione dell’area portuale di Porto Ercole», non ha cambiato nulla rispetto alla situazione in essere dla 1960. «Il nuovo assetto – dicono – in pratica non ha portato alcun tangibile beneficio alla marineria sociale».

Per questo nella scorsa primavera, l’associazione ha avanzato al Comune una dettagliata osservazione al Regolamento Urbanistico», che il Comune non ha accolto. La vicenda ha portato a un serrato botta e risposta con il sindaco Cerulli, e aveva spinto i Diportisti ad avviare l’ier per un ricorso al Tar contro il no all’osservazione.

Ora però la svolta. Richiesta dii un parere chiarificatore, la Provincia ha ribadito che «l’uso di strutture esistenti all'interno dell’ambito portuale di Porto Ercole per la nautica sociale, rappresenta una scelta sempre fattibile di carattere politico - amministrativo che il Comune può compiere nell’ambito della propria autonomia regolamentare a seguito della formulazione di criteri stabiliti nella fase di assegnazione delle stesse».

Dunque il Comune può concedere spazi. E allora, in virtù di una legge regionale che concede alle associazioni l’opportunità di intervenire quando nel governo del territorio si ravvisi una incompatibilità rispetto agli interessi dei residenti, l’assemblea dei Diportisti «ha deliberato di sospendere il ricorso al Tar, privilegiando il percorso alternativo che prevede la richiesta di indizione di una commissione paritetica rivolta alla Regione, Provincia, e Comune».

Insomma, niente giudici ma un tavolo di confronto “obbligatorio”. La partita così potrebbe riaprirsi. (e.g.)

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