Finanza
Cinghiale e Pd: Renzi ciclone a Capalbio
Il sindaco di Firenze ospite in Maremma: aperitivo al capanno di caccia e la nuova idea di politica del Rottamatore
CAPALBIO. Tra bocconcini di cinghiale, analisi politica e battute in puro stile fiorentino, il Rottamatore ha colpito anche dal palco di piazza Magenta. Le sue parole, condite alla giusta dose d'ironia, non hanno risparmiato (quasi) nessuno, raccogliendo applausi dai tanti presenti accorsi per vedere una delle figure emergenti del panorama politico italiano. Ma guai a fare disfattismo: «Il compito della politica è offrire speranze, non continuare a dire che le cose vanno male, altrimenti pare di essere a una riunione degli alcolisti anonimi» ha detto il sindaco di Firenze.
Così, Matteo Renzi ha acceso la prima di Capalbio Libri 2012, invitato per presentare la sua ultima fatica letteraria, “Stil Nuovo”. In prima fila rottamatori e non della Maremma, dal presidente della Provincia Leonardo Marras a uno dei primissimi renziani del nostro territorio, Marco Simiani, presidente della Tiemme. Tutti accolti e guidati dall’indiscusso padrone di casa, il sindaco Luigi Bellumori. Certo è che la presenza di Renzi nel grossetano, considerata una delle zone più bersaniane della Toscana, ha suscitato molta curiosità. Per questo, oltre alla sua caratura nazionale, molti personaggi nostrani del Pd hanno preso posto sulle poltrone di piazza Magenta, tra amministratori e membri delle varie segreterie comunali. Presenti anche funzionari, come il presidente dell’Acquedotto del Fiora Claudio Ceroni. E spinto dalle domande di Denise Pardo dell’Espresso, Renzi dal palco ha parlato molto del suo partito. «Se Martin Luther King fosse stato iscritto al Pd, avrebbe detto “io ho un incubo” anziché “I have a dream” (io ho un sogno)».
Sul palco il Rottamatore è a suo agio e le battute vengono spontanee. «Penso che denuncerò il comico Maurizio Crozza. Non perché mi fa l’imitazione, ma perché me la fa con l’accento pisano». Sa essere però anche molto serio. «Mi dicono che assomiglio a Berlusconi solo perché penso che la comunicazione sia importante e non ritengo “marketing” una parolaccia». Basta guardare indietro, incita. «Chi si dice progressista deve per forza guardare al futuro. A me piace l’idea di una sinistra liberale, come quella di Blair o Obama».
Mercoledì sera la scena è stata tutta sua. Il fiorentino è arrivato nel borgo in abiti casual (camicia bianca e jeans) intorno alle 20, accompagnato dai suoi fedelissimi. A quell’ora però la sesta edizione di Capalbio Libri era già partita con Myrta Merlino, autrice di “Che tempo che tira” e conduttrice dell’omonimo programma televisivo.
A fare da rompighiaccio alla manifestazione è stato proprio Bellumori, impegnato in un simpatico sketch con il suo assessore alla cultura Patrizia Puccini. E mentre giornalisti e funzionari tempestavano di domande la Merlino, Renzi è stato invitato ad assaggiare un po’ di Capalbio nel capanno dei cacciatori “La casa dell’aquila”, dove le cuoche hanno messo in tavola capolavori della gastronomia maremmana. Due chiacchiere e poi via, di nuovo in piazza Magenta. Renzi ha parlato poco del suo libro (grazie alla Pardo) ma molto di primarie («a dicembre si voterà e a settembre dovrebbe essere sciolto il nodo sui nomi dei candidati») e ovviamente di... rottamazione. «Nello statuto del mio partito c'è una regola ben precisa: tutti quelli che hanno fatto tre mandati vanno a casa. Ai miei posso chiedere che venga rispettato l'articolo dello statuto. Mi dicono che ci sono deroghe: io credo che si debbano rispettare le regole». Applausi convinti dal pubblico, molti anche dalla prima fila. «Le istituzioni, lo Stato, non devono essere un nemico, ma un alleato - ha concluso il Rottamatore - votate chi volete, come è giusto che sia, ma torniamo e tornate a credere nella politica».
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