La manifestazione
«Mi servono soldi», ma è una bufala
Rubano l’identità su Internet al presidente di un’associazione e chiedono contanti a suo nome per poter tornare da Londra
GROSSETO. «Sono bloccato a Londra. Mi hanno rubato il passaporto e non posso rientrare in Italia. Mi hanno detto che mi faranno un passaporto provvisorio, ma per farlo devo pagare. Dato che mi hanno rubato la borsa sono impossibilitato al pagamento. Per favore, mandami dei soldi. Rispondi a questa e-mail. Grazie, Marco Cappuccini». È il messaggio ricevuto in questi giorni dai contatti presenti nella rubrica di posta elettronica dell'associazione culturale Arte Invisibile. Tante email, uscite però non dal pc del presidente, che a Londra non c’era e che di quei soldi non aveva bisogno.
La richiesta di danaro, sebbene provenisse dall'indirizzo di posta dell'associazione, presentava la firma del suo presidente e sembrava una richiesta del tutto personale.
Quando alcuni tra i contatti di Cappuccini hanno letto il messaggio e si sono precipitati a chiamarlo per capire meglio cosa gli fosse realmente successo, il quadro della situazione è stato fin da subito più chiaro. «Ho ricevuto diverse chiamate e tutti mi domandavano le stesse cose: come hanno fatto a rubarti la borsa con i soldi e i documenti? E come mai sei a Londra? Sei a vedere le Olimpiadi? - spiega il presidente di Arte Invisibile - Ovviamente io non mi trovavo nella capitale inglese e non avevo mandato quella e-mail. Ho capito subito che c'era qualcosa di strano e mi sono fatto spiegare quale fosse il contenuto del messaggio e ho immediatamente provveduto a risolvere la situazione contattando il server centrale di Yahoo». Cappuccini è stato quindi vittima di un vero e proprio atto di pirateria informatica.
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