Il Tirreno

Grosseto

Lo sciopero dei ristoratori «Troppe sagre, ora basta»

di Paola Villani
Lo sciopero dei ristoratori «Troppe sagre, ora basta»

Gli imprenditori del Golfo coalizzati contro le manifestazioni gastronomiche Chiesti più controlli sugli alimenti utilizzati e sulle norme igieniche

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FOLLONICA. «Basta con le sagre. Non c’è sensibilità per gli operatori del settore, ci vorrebbe una giornata di sciopero».

Alcuni ristoratori follonichesi tornano alla carica contro le varie manifestazioni culinarie organizzate nel territorio maremmano.

La coperta è corta, come si usa dire. Quando gli incassi scarseggiano ogni tipo di concorrenza che esce dalle righe della normale routine infastidisce. E così qualcuno si lamenta per il numero (a parer loro) sproporzionato di sagre: dal tortello, alla rosticciana, dal pesce alle verdure, sino a quelle con il marchio di società sportive, o alle feste di partito. «Non ne possiamo più di vedere manifesti e annunci di questi eventi, che ad oggi non hanno più senso di esistere, perché per lo più si tratta di un sistema che serve per accumulare denaro, mancando la tipicità e la specificità con la quale erano nate queste tradizioni». Se prima infatti erano manifestazioni caratteristiche e ricorrenze di paese dove veniva proposto un menu legato strettamente a quella terra, adesso in effetti si festeggia di tutto dal pesce alla carne, dai primi piatti a dolci.

E quando c’è già poca gente in giro, che tra l’altro fa fatica a mettere mano al portafogli, il tutto assume un aspetto ancor più fastidioso per chi nel settore ci lavora da anni. «Manca proprio la sensibilità nei confronti dei ristoratori e anche dei loro dipendenti - dicono a Follonica - in un momento difficile come questo quando siamo costretti anche a prendere meno personale, vedere certe cose dà veramente fastidio», continuano gli imprenditori. Quello che chiedono è se durante le sagre siano garantite le regole sanitarie e igieniche che sono di norma quando si maneggia cibo. «Chi ha un’attività come la nostra sa bene la fatica e le spese che dobbiamo affrontare per avere tutto in regola: da qualche anno a questa parte le norme sono diventate ancora più ferree e l’attenzione deve essere sempre altissima» continuano i ristoratori. «E allora chiediamo chi ci garantisce che durante manifestazioni del genere siano rispettate le leggi in atto? Non si improvvisa un mestiere, il nostro lavoro è frutto di anni di esperienza e di sacrificio e vorremmo che fosse tutelato».

C’è stato pure chi ha proposto una serrata di gruppo: chiudere tutti i ristoranti durante una giornata d’agosto, per dare un segnale forte all’amministrazione e alle istituzioni. Ma uno sciopero del genere risulta difficile da mettere in piedi specialmente nel mese di maggior afflusso turistico.

Insomma, la guerra tra imprenditori da una parte e associazioni che organizzano le sagre è appena scoppiata. E c’è da scommettere che andrà avanti, visti i tempi di magra. Proprio qualche giorno fa l’assessore follonichese alle attività produttive, Barbara Pinzuti, aveva parlato di un regolamento inerente alle sagre che dovrebbe essere pronto a breve, chissà se soddisferà i ristoratori.

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