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Inceneritore: confronto prima della Via

Inceneritore: confronto prima della Via

Attesa per la relazione dell’Asl. Sivieri: «L’impianto di Scarlino è un anello essenziale della catena»

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GROSSETO. Si sono sedute attorno a un tavolo, una di fronte all’altra. Ieri mattina a Palazzo Aldobrandeschi c’erano tutte le parti in gioco per il rilascio delle nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino: la Provincia, padrona di casa, la società, i Comuni di Follonica e di Scarlino, l’Asl e le varie associazioni e cittadini privati che hanno presentato osservazioni al progetto per la Via e l’Aia.

A parte alcuni momenti in cui la discussione è sembrata farsi più aspra, il contraddittorio previsto nel procedimento per il rilascio delle autorizzazioni si è svolto come da programmi.

Tutti i soggetti in gioco hanno portato il loro contributo e le proprie osservazioni. Tutte esposizioni finite nei verbali della Provincia.

«Ne terremo conto in fase di rilascio delle autorizzazioni. – ha detto l’assessore provinciale all’ambiente Patrizia Siveri - È stato un confronto equilibrato e proficuo che ha consentito alle parti di approfondire diversi aspetti sul funzionamento dell’impianto». I tecnici di Scarlino Energia, supportati dai dirigenti e dal legale della società, si sono soffermati nell’evidenziare «tutte le misure di controllo e di abbattimento delle emissioni in grado di garantire, come già era stato fatto dalla relazione Arpat del settembre 2011, il corretto funzionamento dell'impianto» si legge nella nota della società.

Tesi queste contrastate da Paolo Rabitti, il consulente del Comune di Follonica. Altro intervento significativo è stato quello di Maurizio Spagnesi, responsabile Asl, che ha annunciato la fine dell’indagine epidemiologica.

«Non mi esprimo ancora nel merito, visto che non ho abbastanza elementi per farlo» ha detto. I risultati dell’indagine comunque saranno inviati in questi giorni negli uffici dei Comuni di Follonica e Scarlino. Così, andando avanti, tutte le parti hanno detto la loro. «La Provincia – conclude Siveri - ha lavorato in questi anni per adeguare il sistema di smaltimento dei rifiuti alle normative europee». E in questo senso torna a parlare del ciclo dei rifiuti provinciali e delle sue difficoltà. «Da un lato c’è l’impianto delle Strillaie per il trattamento dei rifiuti e la produzione di cdr è già in fase di collaudo e sta per partire; dall’altro invece l’impianto di Scarlino, che dovrebbe bruciare il prodotto, è chiuso. I Comuni, quindi, dovranno trattare i rifiuti alle Strillaie e inviare il cdr ad altri impianti di combustione fuori provincia, con un aumento dei costi di conferimento e di trasporto che stimiamo pari a circa un terzo, rispetto all’attuale spesa di gestione dei rifiuti». Per questo, spiega Siveri, «l’impianto di Scarlino, seppur non inserito nel Piano provinciale dei rifiuti del 2002, rappresenta un anello essenziale per la chiusura del ciclo dei rifiuti in provincia di Grosseto».

Alfredo Faetti

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