Sicurezza
«Il mio campo sommerso da più di ottanta toilette»
Montegiovi, il caso di un ristoratore la cui proprietà privata è diventata una discarica di wc. Ma non è il solo, per mancanza di regole e di aree di raccolta
MONTEGIOVI. Chi passa, ogni tanto, ci butta un pezzo di water. C’è quello rosa confetto dal gusto rétro, quello verde come si usava una volta, o quello per disabili. Uno, dieci, 50, 80 pezzi di toilette scaricati in un campo privato o alle porte del paese. Di discariche abusive è piena la Maremma, eppure a Montegiovi – frazione di 170 anime alle pendici dell’Amiata - ve ne sono alcune sui generis. Poiché non esistono regole su come smaltire i materiali sanitari, la gente se ne disfa dove capita e gli immondezzai fioccano ovunque. Strade pubbliche e proprietà private.
Più di 80 toilette, per esempio, sono state gettate nella proprietà di Aldo Gavioli - 42enne titolare della “Locanda degli Gnomi” nel centro polivalente di Castel del Piano – Camminando si calpestano frullini, passapomodori, macinasalsicce, bottiglie di plastica, lamiere in eternit. C’è perfino un elmetto tedesco, probabile reperto della seconda guerra mondiale, nel campo di 2 ettari dove il ristoratore coltiva olivi e viti e che, non essendo recintato, viene forse scambiato per una proprietà pubblica. «Io abito a Castel del Piano – racconta lui – Ma a Montegiovi ho un piccolo podere che uso come deposito attrezzi. Ci coltivo gli olivi e la vigna, ci tengo i polli, ma ormai – dice – è diventato una discarica a cielo aperto. Ci trovo ogni ben di Dio…». Tubi, reti, materassi e cartacce ma soprattutto materiali sanitari: water e lavandini in numeri pazzeschi. Lui ne ha contati 82, spezzettati qua e là, di tutti i colori, frantumati e spaccati quando qualcuno deve rifarsi il bagno e getta via quello vecchio. C’è quello marroncino o quello verde. E il loro numero nel tempo è aumentato a vista d’occhio fino a raggiungere vette impensabili. Anni e anni di accumulo di sporcizia, ma perché? A Montegiovi, a monte dell’inciviltà, c’è un problema di regole. Anche caricando la jeep di ferri, tubi, materassi e water alla volta dell’isola ecologica della Zancona, la risposta è che quei materiali non si possono smaltire; così i bagni tornano indietro e le persone devono ingegnarsi su come fare, spesso in maniera illecita, gettandoli nei campi altrui.
Il Comune di Castel del piano ha spiegato che vuol risolvere la situazione, anche perché il caso di Gavioli non è certo l’unico. Tutt’intorno è pieno di rifiuti accumulati qua e là, proprio perché nessuno sa come smaltirli. «Chi ha un gabinetto e deve buttarlo via, come fa?», dice un cittadino. Il problema riguarda per lo più i sanitari, proprio perché non esiste una regolamentazione precisa e tutto è in autogestione. Anche all’ingresso di Montegiovi vi sono due cassonetti sommersi da lavandini, water, frigoriferi che nessuno sa dove gettar via. E camminando qua e là per la montagna capita di imbattersi in varie situazioni di degrado, e capannelli fantasiosi o simili a installazioni d’arte contemporanea, che costellano i boschi.
Discariche abusive riempiono la provincia di Grosseto in più comuni. L’anno scorso Coseca ha attivato migliaia di interventi straordinari per bonificare le discariche abusive. Ora tutta Montegiovi lancia il suo grido d’aiuto, su più fronti. Solo ieri un anziano lamentava i problemi d’acqua: rubinetti a secco per ore quando l’acqua riempie le piscine. Ma anche i rifiuti riempiono le campagne.
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