Il Tirreno

Grosseto

Il Pd rompe: «O con Borghi, o con noi»

di Alfredo Faetti
Il Pd rompe: «O con Borghi, o con noi»

Gavorrano, i democratici sparano a zero sulla candidatura dell’ex sindaco: «Centrosinistra unito addio, la colpa è sua»

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GAVORRANO. Niente riconciliazione a sinistra. «Chi ha anteposto la propria candidatura si assuma la responsabilità della mancata riunificazione del centrosinistra di Gavorrano», dice Luca Gabrielli, segretario dell’unione comunale Pd.

Per lui e per tutto il partito, la candidatura di Massimo Borghi è una «candidatura di rottura». La proposta democratica consiste invece «in tavoli tematici in cui confrontarci con tutte le altre forze partitiche e apartitiche del centrosinistra». Inteso dalla Federazione della sinistra fino all’Api. Escluso invece l’Udc. «Anche se auspichiamo di andare alle urne in contemporanea con le elezioni nazionali (dove sembra in cantiere un matrimonio Pd-Udc), non penso che possa rientrare nel panorama delle forze di sinistra a Gavorrano».

Di candidati, di alleanza e di strategie il Pd parlerà più avanti. «Per noi non è ancora iniziata la campagna elettorale», continua Gabrielli. «Ed è stato un errore della maggioranza dare già il via con la candidatura di Borghi, visto che dovrebbe concentrarsi a governare».

Eppure che l’ex sindaco sarebbe tornato a proporsi come capo dell’attuale maggioranza per le elezioni 2013 era chiaro a tutti. È stato Borghi stesso a dirlo non appena decaduto, con il plauso dei rappresentanti della sua coalizione (Sel, Psi, Verdi e Comitato Gente Comune). Ma la verità è che nelle stanze del Pd, come in quelle della civica Gavorrano Democratica e dell’Api, si sperava in un passo indietro. Che non è arrivato.

«Le elezioni del 2013 sono un bivio per le forze di centrosinistra – continua Gabrielli – tra lo stallo e un nuovo slancio»per superare uno stallo non solo politico. «Il territorio non cresce – rilancia il capogruppo Pd Francesca Mondei – Nel bilancio appena approvato non c’è nessun indirizzo per lo sviluppo di Gavorrano». Un bivio. Un’occasione per lasciarsi il passato alle spalle e ripartire, secondo i democratici. Ma c’è Borghi.

«In un progetto di riunificazione del centrosinistra non possono esserci figure di rottura» continua il segretario. Niente da fare insomma. Per l’unità della sinistra gavorranese se ne riparla tra sei anni.

Intanto, in vista della prossima tornata, il Pd si attrezza: «Vogliamo organizzare dei tavoli con tutte le forze di sinistra per discutere di temi concreti, come il rilancio del turismo, la pressione fiscale comunale, e così via. Chiameremo tutti», dice Gabrielli. Già fatto per gli attuali alleati, Fed e Idv, ma il telefono squillerà anche in casa Psi, Verdi e delle altre componenti della maggioranza. Verranno contattati anche Gavorrano Democratica e Api che, come il Pd, hanno già preso le distanze dalla candidatura di Borghi. È soprattutto a loro, visto che difficilmente i pezzi della coalizione dell’ex sindaco lasceranno la base, che il Pd tende la mano. «Solo quando verrà trovata una sintonia sui temi, nascerà una lista da proporre agli elettori».

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