La manifestazione
IL FIORA SPA FA UTILI E DIMENTICA L’EFFICIENZA
di GIANNI CHELINI(*) C. on la nota sobrietà polemica che lo distingue il presidente dell'Acquedotto del Fiora Claudio Ceroni afferma che “per sconfiggere l'emergenza idrica non servono le chiacchere,...
di GIANNI CHELINI(*)
C. on la nota sobrietà polemica che lo distingue il presidente dell'Acquedotto del Fiora Claudio Ceroni afferma che “per sconfiggere l'emergenza idrica non servono le chiacchere, ma servono gli investimenti”. Concordo, servono investimenti insieme però a più efficienza. Se bastassero le chiacchiere, vista la verve incontenibile di Ceroni, non avremmo problemi. Viceversa di problemi ne abbiamo molti. Invece di rilanciare sempre prospettando programmi che non si realizzano mai, come quello di un nuovo invaso, forse sarebbe più semplice applicarsi a tappare quotidianamente le falle e a modernizzare la rete. A Porto Santo Stefano, in località Fortino, dopo anni di segnalazioni dei cittadini si è atteso che la rottura provocasse una frana perché i tecnici dell'acquedotto si muovessero. In Grancia si perde da tempo un fiume d'acqua. La risposta del presidente dell'Acquedotto del Fiora è stata incredibile: “Interverremo nel 2013”. Potrei fare altri esempi, ma basta un solo dato: una perdita di rete che supera il 40% oramai da decenni rappresenta un doppio scandalo. Primo perché viene da dubitare sull’efficacia degli investimenti milionari effettuati; secondo perché questo fiume d'acqua che l'acquedotto perde ogni giorno, mentre svolge una meritoria campagna pubblicitaria sul risparmio idrico (evidentemente rivolta agli altri) è pagato dai cittadini che hanno il contatore. In tariffa infatti, sono conglobati i costi delle perdite di rete (sic!) i cittadini pagano l'acqua che consumano ed anche quella che l'acquedotto perde per strada.
A volere essere maliziosi si potrebbe supporre che l'Acquedotto del Fiora non ha nessun interesse a limitare le perdite di rete con l'urgenza e la diligenza che si imporrebbe, tanto l'acqua gli viene pagata lo stesso. Di fronte a questo scenario con tariffe i cui incrementi appaiono sempre meno giustificati, si imporrebbe un atteggiamento autocritico da chi deve dimostrare, non a chiacchiere, ma con i fatti l'efficienza del servizio pubblico che gestisce. Perché sbandierare un bilancio con oltre 6 milioni di utile come sinonimo di efficienza fa pensare che al Presidente Ceroni sia sfuggito un passaggio fondamentale.
In un servizio pubblico, se si vogliono tutelare gli interessi e i diritti dei cittadini, la parola chiave non è il profitto, ma l'efficienza. Ricercare il profitto a scapito dell'efficienza è una debolezza manageriale che normalmente il mercato punisce perché l'azienda perde di competitività. In una situazione monopolistica, dove manca la spinta al mercato, quale quella dove opera l'Acquedotto del Fiora, la ricerca dell'efficienza è il solo fondamentale principio a cui gli amministratori dovrebbero attenersi per assicurare ai cittadini consumatori il bene pubblico (acqua) al giusto prezzo. Dimenticare questo crea guasti.
(*) Assessore al Turismo
e Segretario Provinciale Api
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