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Grosseto

Giudice di pace, scontro sulla data del consiglio

Giudice di pace, scontro sulla data del consiglio

Per l’avvocato Bianchini, che ha allertato il ministero, doveva essere il 30 luglio Il sindaco Landi lo ha fissato invece per il 10 agosto: «Non c’era alcuna scadenza»

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ARCIDOSSO. La questione del giudice di pace dell’Amiata grossetana provoca uno scontro anche in termini politici oltre che amministrativi. L’avvocato Marcello Bianchini dopo aver inviato fax su fax agli amministratori locali e regionali si è rivolge questa volta al ministero della pubblica amministrazione, caldeggiando un consiglio comunale apposito.

La data avrebbe dovuto essere quella del 30 luglio, perché, afferma Bianchini «il gruppo di opposizione ad Arcidosso, in data 10 luglio ha chiesto la convocazione del consiglio per discutere della permanenza dell’ufficio del giudice. A 20 giorni dalla richiesta la convocazione dovrebbe avvenire. La scadenza era il 30 luglio, ma il consiglio non è stato convocato. Né dal sindaco Landi né dal Prefetto di Grosseto».

Per questo l’avvocato Marcello Bianchini si è rivolto al ministero. E se da parte del richiedente, le ragioni per contestare la mancata convocazione ci sono, dall’altra è lo stesso sindaco di Arcidosso landi a spiegare coome stanno le cose: «Prima che la minoranza chiedesse il consiglio, l’amministrazione aveva deciso di celebrare l’assemblea consiliare per il 10 agosto. Ma non solo questo. I 20 giorni che Bianchini invoca come termine per una convocazione, valgono se ci sono temi di rilevanza comunale su cui il consiglio può deliberare. Ebbene, sull’argomento della permanenza o meno del giudice di pace in Arcidosso, il consiglio non può deliberare nulla. Infatti, il giudice di pace è una figura di interesse di tutti i comuni dell’Amiata grossetana e non solo di Arcidosso».

Del resto con il Ministero il Comune ha una serie di questioni aperte: come il conto delle spese e delle modalità su cui eventualmente basarsi se i comuni amiatini decidessero di tenere aperto un siffatto ufficio. «È già partita una corrispondenza col Ministero dal quale attendiamo delle risposte. Per tutte queste ragioni, che peraltro Bianchini conosce benissimo, che il consiglio comunale chiesto dalla minoranza non si è fatto entro il 30. Manteniamo inalterati i nostri progetti puntati al 10 agosto. Ne parleremo lì».

Fiora Bonelli

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