La manifestazione
Coop: «L’errore è del Comune»
Via Rovetta, l’azienda riassume i fatti: «Il supermercato non è pericoloso»
GROSSETO. Il polverone sollevato sulle sorti del supermercato Coop di via Rovetta, a rischio chiusura, è tutt'altro che destinato a schiarirsi. Anzi, se si offre attenzione all'accurata nota stampa, diffusa proprio per fare chiarezza dai vertici della cooperativa, nel putiferio finisce anche il Comune.
Ad aprire il caso è una segnalazione anonima alla procura, cui veniva chiesto di accertare l'idoneità della struttura interrata. Poi i controlli degli organi preposti, che pare abbiano dato esito negativo. E infine la cosa più importante, la preoccupazione per la sorte di una ventina di lavoratori. Altrettante famiglie. In quest'ultimo caso si sono mossi, compatti, i sindacati di categoria. Incontreranno venerdì mattina il prefetto e presto anche il sindaco. Ma sulla reale utilità di una percorso del genere, purtroppo, sono molti i dubbi.
Ma andiamo con ordine. Proviamo a capire la ricostruzione fatta da Unicoop.
Lì dal 1972. Unicoop, che non è né costruttore né proprietario dell'immobile, ha un contratto d'affitto per i locali di via Rovetta dal 1968. «L'allora cooperativa di consumo La Proletaria, oggi Unicoop, chiese il consenso al trasferimento della propria licenza di commercio per permettere la creazione di un moderno punto vendita». Il primo benestare del governo locale arriva il 23 settembre del 72: «Il Comune rilasciò l'autorizzazione amministrativa numero 987, per il trasferimento del supermercato». È interessante sapere che poco tempo prima, 29 novembre del 68, il costruttore «Aveva chiesto e ottenuto un permesso di utilizzo temporaneo dei locali, ultimati prima della completa realizzazione dei fabbricati sovrastanti». Dunque «Non pare potersi dubitare che il rilascio del permesso di agibilità per l'intero fabbricato, nel frattempo realizzato, abbia quanto meno reso definitivo anche il certificato di uso provvisorio».
I lavori svolti. L'area che ospita la Coop è sottoposta a interventi di adeguamento igienico: «In seguito a un verbale del maggio 87 si rilevava che i servizi igienici dovevano essere dotati di aspiratori per l'aria e l'impianto elettrico modificato in alcune sue parti». La cooperativa segue le indicazioni e risponde alle richieste dell'asl. Azienda che, in seguito, «Autorizzava l'uso per lavoro, nella specie “supermercato per la vendita dei generi tabella merceologica VIII”».
I lavori da svolgere. Il 16 luglio scorso Unicoop ha presentato la domanda unica per la valutazione del progetto di adeguamento alle norme antincendio. «La relazione chiarisce che l'immobile, realizzato nel 68, risponde alle norme in materia valide all'epoca. Per questo la cooperativa propone “Oltre a importanti interventi strutturali e impiantistici” anche la nascita di una “superficie per l'evacuazione dei fumi doppia rispetto a quella prevista dalla legge. Nonché la creazione di una serie di lucernari”. Il colosso della Gdo auspica che tali interventi possano essere svolti “Continuando a esercitare l'attività di vendita”».
Documenti persi. La storia assume i contorni del giallo quando spunta l'ipotesi di uno smarrimento: «Al momento risultano mancanti i permessi di abitabilità sia per i locali interrati del supermercato, sia per i corpi aggiunti per negozi di collegamento ai fabbricati fra via Giusti e via Prati. Le cose sono due: o tutti questi locali sono sprovvisti di agibilità, oppure - come più probabile - i certificati sono andati smarriti». E ovviamente «L'aver perso i permessi non può certo essere addebitato a Unicoop». Insomma, l'operare del Comune, a partire dall'ok al trasferimento del 72, «Dimostra che l'Amministrazione ha sempre agito sul presupposto che i locali sede del supermercato fossero agibili. Confermando cioè l'esistenza di un certificato che oggi non si trova».
La polemica. Unicoop precisa che, in ogni caso, non esiste al momento alcuna situazione di pericolo, così come peraltro evidenziato in una nota dello stesso staff del sindaco, risalente al 4 luglio scorso. Inoltre, «Insalubrità e inagibilità non sono state riscontrate né dalla municipale, né dai vigili del fuoco nel corso dei numerosi sopralluoghi fatti in queste settimane».
Lavoratori. Intanto il sindaco, ieri aveva ribadito: «Di proroghe non se ne parla». Una dichiarazione che Unicoop etichetta come «Triste e lapidaria, oltre che in contrasto con quanto affermato nella nota di pochi giorni fa». Un qualcosa che «Non pare lasciare scampo ai venti dipendenti che non potrebbero essere né riassorbiti in altre strutture di Unicoop, né presso il futuro superstore al Commendone, visti i tempi di realizzazione».
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