Sicurezza
Un anno di carcere per “Spaccalunotti”
Processato per direttissima Gino Fatarelli: domenica era stato arrestato dopo i danni a Marina
GROSSETO. Per almeno un anno chi è abituato a parcheggiare nelle vie di Grosseto potrà sentirsi più tranquillo: soprattutto per chi abita vicino a via Saffi e via Etruria, alcuni dei suoi bersagli preferiti.
Ma dopo aver frantumato gli ultimi 7-8 vetri nella giornata di domenica, vicino al canale di San Rocco, zona per lui inconsueta, ed essere stato prontamente arrestato alle 19,30 dai carabinieri a Marina di Grosseto, ieri è arrivata la convalida dell’arresto.
E per Gino Fatarelli, 57 anni, per tutti ormai a Grosseto il temuto “spaccalunotti”, si sono aperte di nuovo le porte del carcere di via Saffi. Ieri mattina Fatarelli è stato processato per direttissima e condannato a un anno di reclusione.
Sul suo caso e sul suo modo di agire si sono sprecate le perizie psichiatriche: ben cinque messe in atto a seguito degli ormai innumerevoli episodi vandalici ai danni dei vetri posteriori delle auto in sosta.
Un fenomeno sociale che ha complicato non poco le abitudini di sosta dei grossetani: dopo le sue “bravate” in via Saffi, molti residenti del centro storico hanno affollato altri stalli piuttosto che sottoporre al rischio di altre frantumazioni i vetri della propria automobile.
L’arresto di Fatarelli del resto non è il primo della sua carriera, se vogliamo definirla così: “spaccalunotti” era tornato a piede libero da poche settimane ma, domenica, non ha resistito alla tentazione che lo rende schiavo e che svuota di parecchie centinaia di euro, ogni volta, i portafogli dei malcapitati. E ha usato ancora pietre e massi per mettere i pratica il suo disegno. Adesso, almeno per un anno, non potrà più farlo. Sospiro di sollievo.
Matteo Baccellini
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