Il Tirreno

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INAUGURAZIONE

Toscana Cultura, 20 anni di idee

Toscana Cultura, 20 anni di idee

Scattata la mostra a Castel del Piano: rimarrà aperta un mese

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AMIATA. «E se a qualcuno verrà in mente, un giorno, di fare la mappa di questo itinerario; di ripercorrere i luoghi, di esaminare le tracce, mi auguro che sarà solo per trovare un nuovo inizio». Una citazione da Antonio Neiwiller (per un teatro clandestino) per aprire, sabato pomeriggio, l’emozionante mostra dei 20 anni di Toscana delle Culture, il festival («non una rassegna», avverte Giorgio Zorcù che l’ha diretta per 20 anni) che, per rubare un’espressione allo stesso Zorcù, «ha trasformato l’immagine stessa di un territorio».

All’inaugurazione della mostra a palazzo Nerucci di Castel del Piano, c’erano tante persone che dal 1993 ne hanno segnato e condiviso il destino e la riuscita. Da Zorcù a Mario Papalini, il cui studio grafico ha da sempre realizzato i manifesti (in mostra, assieme a foto, documenti, abiti, oggetti, video); insieme a lui, Francesca Bizzarri che ha organizzato la mostra, il presidente della conferenza dei sindaci Emilio Landi che ha ricordato il crescendo di iniziative di Toscana delle culture con riconoscimenti anche regionali di eccellenza; Cinzia Pieraccini, assessore alla cultura, «prima di tutto spettatrice e appassionata di teatro», ha ricordato, Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, che ha messo in luce come Toscana delle culture sia una fucina di creatività e contenitore di scintille di fuoco culturale e infine lo stesso Papalini, che ha definito il ventennale festival amiatino un frutto dell’intelligenza collettiva. «Anche con fatica, con penuria di risorse e con i pugni sul tavolo, a volte», come ha detto Zorcù nella sua presentazione, ribadendo, però, che le discussioni e le polemiche sono utili e fanno crescere. Della difficoltà a introdurre una nuova maniera di fare cultura in un territorio appartato e marginale come l’Amiata, ha parlato anche Giovanni Alessandri, ex presidente della Comunità montana, nel suo contributo al catalogo della mostra. «Sull’Amiata il festival di Zorcù ha portato artisti allo stato nascente e che poi hanno fatto parlare di sé»: Ascanio Celestini, Virgilio Sieni, Marco Paolini e molti altri che hanno contribuito a fare dell’Amiata una terra di grandi lezioni. La mostra, allestita a Palazzo Nerucci, rimarrà aperta per 1 mese.

Fiora Bonelli

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