Il dolore
«Nessuno deve toccare la Società della salute»
Claudio Franci, presidente della Sds Amiata grossetana, attacca la Regione «Firenze pensi ai territori. Se fossero eliminate torneremmo indietro 20 anni»
CASTEL DEL PIANO. «La Società della Salute è un anello di comunicazione fra territorio e azienda sanitaria. Se saltasse, i territori non avrebbero strumenti e referenti per confrontarsi con i vertici sanitari. Quindi devono rimanere. I piccoli ospedali? Facciamo a capirsi. Noi non possiamo essere spremuti più di così. Quindi non si tocca nulla di ciò che c’è». Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, presidente della Sds Amiata grossetana, gioca d’attacco.
«I vertici regionali - afferma Franci -, devono prendere decisioni efficaci e in sintonia coi bisogni dei territori. E oltretutto la Regione non può sconfessare se stessa. Quella Regione che pochi anni fa caldeggiò e spinse per la creazione della società della salute che adesso molti vorrebbero sopprimere. Eppure pare impossibile che una società a cui si è affidata la delicatissima gestione del sociale prima in mano alla Comunità montana per delega dei comuni, adesso sia in bilico».
Il sindaco Franci sottolinea che fa demagogia chi sostiene che ci sarebbero risparmi ingenti: «La gestione è in mano alla Conferenza dei sindaci che lavora gratis, senza neppure rimborsi spese o gettoni vari - afferma - e il personale era già dipendente dalla Comunità Montana o dall’azienda sanitaria. Quindi fare una crociata sotto la bandiera del risparmio a tutti i costi è del tutto sbagliata. E anzi dico che la Sds è un moltiplicatore di risorse. Come quel milione attivato nel 2010 grazie alla Fondazione Mps o quello del 2011 per il progetto di agricoltura sociale». L’analisi di Franci è realistica e raccontata fuori dai denti: «Se si eliminassero le SdS torneremmo 20 anni indietro, con tutti i pallini in mano al direttore generale Asl e si creerebbe una scollatura impossibile da riempire, fra politica sanitaria e sociale e territori periferici. E questo non ce lo possiamo permettere. Dunque la Regione pensi bene a quello che fa, perché la nostra sperimentazione è ormai accreditata da 7-8 anni di risultati. Il punto da tenere come prioritario è il rapporto inossidabile col territorio, ruolo che la Sds ha svolto egregiamente. Dunque non ci sono ragioni per sopprimerle».
Franci, poi, torna pure sull’altra questione tanto dibattuta in Amiata, la sopravvivenza dell’ospedale. «Va riscritto e riaggiornato il Piss - dichiara Franci - ed è incontrovertibile che i piccoli ospedali come il nostro non si devono più dilapidare. C’è rimasto il reparto di medicina per i cronici e la diagnostica e gli ambulatori. Vorremmo un vero Pronto soccorso. Nessuno tocchi o pensi di scippare quello che c’è, altrimenti vuol proprio dire che verrebbe meno il ruolo dell’ospedale di accompagnamento dei pazienti nel percorso sanitario. Un paziente che non deve essere lasciato solo soltanto perché vive in una zona non metropolitana».
Fiora Bonelli
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