Il dolore
«Un’opportunità per la Maremma»
Palmiro Nardi, fondatore del Premio Capalbio, difende la kermesse, il sindaco fissa un incontro per mercoledì
CAPALBIO. Palmiro Nardi è uno dei fondatori del Premio Capalbio. A quell’appuntamento c’è legato, come tante di quelle persone che si sono date da fare, negli anni, per portarlo alla ribalta tra le kermesse di lustro del panorama nazionale e non solo.
L’anno scorso, si sentì in dovere d’intervenire per difendere la manifestazione. In piazza Magenta era successo che per fare spazio agli «amici degli amici», il sindaco Bellumori rimase in piedi proprio alla serata di consegna del premio. Sul palco, c’era anche Mario Monti che ancora era là dal diventare premier.
«La polemica che in questi giorni si legge, in merito al Premio Capalbio Economia, rappresenta una discutibile modalità di soluzione di rapporti tra privati e rischia di mettere in discussione un’iniziativa che per 15 anni ha rappresentato un appuntamento atteso e di grande prestigio culturale sul panorama nazionale, ponendo Capalbio al centro dell'attenzione». I quindici anni di impegno che gli organizzatori del premio hanno messo in quella kermesse, secondo Nardi, non devono essere cancellati.
«Quindici anni fa iniziative simili erano rarissime - aggiunge - il premio Capalbio non si dovrebbe toccare, è un appuntamento molto importante per essere messo in discussione da circostanze, che seppur vere, rimangono nell'alveo di rischio commerciale per un impresa. D'altra parte se imprenditori hanno ritenuto, per diversi anni, di concedere credito a qualcuno è oggi difficile pensare che il loro problema si possa risolvere con il pubblico coinvolgimento o boicottando un'iniziativa di interesse generale. È ragionevole pensare che fatti personali possano essere legittimamente risolti nelle sedi opportune».
La domanda che pone Nardi su questa vicenda, è alla fine molto semplice: «Quale vantaggio l'intera comunità di Capalbio può ottenere dal sostenere questa polemica? Perché mettere in gioco l'immagine di Capalbio anzichè sostenerla?». Per uno dei fondatori del premio, quello che il paese e gli imprenditori dovrebbero pensare quando si ragiona interno a questo appuntamento è l’utilità del premio non soltanto per la Piccola Atene, ma anche per l’intera Maremma. «Quello che bisognerebbe considerare - aggiunge Nardi - è quanto costa organizzare una manifestazione del genere e quindi chiedersi se tutti hanno contribuito abbastanza per quello che veniva proposto». Anche perché, secondo il fondatore, essere protagonisti insieme ad illustri personaggi non è certo un’opportunità da disprezzare. «Capalbio e la Maremma hanno mai ottenuto qualche vantaggio attraverso il Premio Capalbio? Mi viene da ricordare di quando, la scomparsa assessore provinciale Gennai, potè incontrare Fabrizio Barca (oggi ministro) e rappresentargli il grande problema che la provincia di Grosseto incontrava nell'ottenere lo sblocco dei fondi strutturali a essa assegnati. Forse se potesse esprimere oggi la sua opinione, questa sarebbe contraria? Oppure favorevole?». Palmiro Nardi, per uscire dall’empasse nel quale il premio sembra entrato, dopo le polemiche dell’anno scorso e quelle di quest’anno, spera nel sostegno del premio da parte dei personaggi in campo letterario, vicini al premio Capalbio. «Spererei che l'amministrazione Comunale di Capalbio guardasse alla questione serenamente e senza pregiudizi e con sufficiente distacco dagli specifici interessi privati e ad adoperarsi semmai per valorizzare e migliorare l'iniziativa - aggiunge - d’altronde è dagli errori che si impara e che si può crescere, e data la situazione congiunturale, non mi sembra proprio il momento di cercare di spengere o offuscare l'attenzione e l'interesse per Capalbio e per l'iniziativa oggi motivo di polemica».
Appello che il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori non farà fatica a raccogliere: mercoledì è in programma un incontro in municipio, proprio per cercare di dare una svolta a questa situazione.
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