Attenzione
«Sto liberando 100 beagle al giorno»
Bottinelli, responsabile nazionale adozioni della Lav, è a Montichiari per dare in affido i cani destinati a vivisezione
GROSSETO. Fino a pochi giorni fa il suo tetto era l’allevamento Green Hill di Montichiari e la sua sorte era quella di entrare in qualche laboratorio di vivisezione per non uscirne più. Ora uno splendido esemplare di beagle - una splendida fattrice i cui cuccioli erano destinati a morte sicura - ha finalmente visto la luce. Liberata, al canile di Montichiari (provincia di Brescia), dai volontari di Lav e Legambiente dove «io e gli altri, quando l'abbiamo vista scodinzolarci incontro libera, abbiamo pianto di gioia», racconta Giacomo Bottinelli, grossetano, responsabile provinciale della Lav e pure responsabile nazionale adozioni, che a Montichiari sta liberando da giorni i beagle dal canile posto sotto sequestro probatorio dalla magistratura. Non è l'unico, quel minuscolo esemplare, ad aver imboccato la via d’uscita. Ogni giorno - dal canile - Bottinelli e altri ne liberano 100: e in due giorni siamo arrivati a quota 200.
La Maremma contribuisce così al caso esploso ad aprile scorso quando la Forestale compie un blitz e sequestra l’azienda di Montichiari che alleva cani per la vivisezione. All’ispezione e al sequestro della struttura, disposta dalla Procura bresciana, partecipano 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al nucleo investigativo per i reati contro gli animali; c’è anche il personale della Questura bresciana.
In quei giorni i “sigilli” scattano sia per i cani beagle che per l’intera struttura. Un caso enorme, anche perché Green Hill 2001 raccoglie 2.700 tra fattrici e cuccioli. La Lav contesta subito che «le condizioni di mantenimento degli animali non soddisfano le necessità etologiche e fisiche degli animali». Tra i reati c'è quello di maltrattamento.
Da allora i beagle sono rimasti sempre lì nello stesso canile in regime di custodia giudiziaria. E nel week end si è iniziato a procedere con affidi temporanei. «Un iter lunghissimo, severo e delicato - spiega Bottinelli - al quale stanno partecipando associazioni e volontari da tutta Italia». Partito giorni fa da Grosseto come responsabile nazionale, da giorni sta liberando i cani a lotti, destinandoli a famiglie che li prendono in carico. «Abbiamo iniziato venerdì e finora - ha spiegato ieri - ne sono usciti 211. Ne restano più di 2mila». Una volta usciti, gli animali sono radunati e smistati alle famiglie scelte dopo certosina selezione. Pontedera ha accolto, ieri, un piccolo beagle, e dalla Maremma sono arrivate diverse richieste, anche se «nessun cane è stato ancora destinato a famiglie grossetane, per motivi logistici: prediligiamo darli in affido a famiglie del nord per accelerare i tempi». ll ricordo corre al primo esemplare affidato a Giuliano Floris, milanese animalista del coordinamento “Fermiamo Green Hill”; fu lui nell’ottobre dell'anno scorso a occupare simbolicamente il tetto del canile, rendendo di dominio pubblico la protesta che da lì si sarebbe estesa a tutta Italia. E ora, nei prossimi giorni, sono attese tappe importanti. Mercoledì si pronuncerà il tribunale del riesame al quale Green Hill si è appellato per ottenere il dissequestro probatorio, ma non si esclude che si possa andare al sequestro preventivo. «E intanto noi procediamo: ogni giorno altri 100 cani». Chi dalla Maremma volesse prendere un beagle di Green Hill in affido, trova le istruzioni nel sito della Lav.
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