Il Tirreno

Grosseto

Topi grossi come gatti nel cinema Marraccini

di Maurizio Bernardini
Topi grossi come gatti nel cinema Marraccini

Di sera escono in strada in pieno centro, in cerca di cibo La rabbia dei ristoratori: «I turisti fuggono . Almeno si metta in sicurezza»

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GROSSETO. E poi capita che un giorno, mentre fai due passi in pieno centro storico, un ratto ti fa capolino: accade in via Mazzini, a cento metri dal Duomo e dal Comune. Qui i roditori sono divenuti coinquilini dei numerosi piccioni che già da qualche anno alloggiano nello stabile di quello che fu il glorioso cinema Marraccini. L’immobile, vincolato dalla Direzione per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, sta morendo, abbandonato da quasi un decennio. Riccardo Demi è l’attuale proprietario.

Adesso, al netto delle chiacchiere e delle mezze bufale, come quella che in passato dava per imminente la nascita di una moschea in quei locali, occorre comunque dare alcune risposte. Sì, perché se è inimmaginabile pensare di chiedere a un privato di spendere i propri quattrini per ristrutturare e sanare il tutto, è anche altrettanto impensabile proseguire di questo passo: «Anche l’altra sera – spiega Moreno Cardone, titolare del ristorante L’uva e il Malto – sono scappati da lì un paio di ratti grossi come gatti. Hanno spaventato a morte i turisti che stavano cenando, creando non pochi disagi. Non voglio neppure pensare a cosa sarebbe successo fossero entrati dentro il mio locale. Sia chiaro, non intendo dare noia a nessuno, ognuno di noi si muove come crede e come può. Penso però che chiudere le porte del vecchio Marraccini sia la cosa più semplice e immediata per tamponare la questione».

E in effetti, dove un tempo si proiettavano belle pellicole, oggi si dà vita a tutt’altro genere di spettacoli. Gettando lo sguardo oltre le porte dell’antico immobile, da anni lasciate completamente spalancate, è infatti possibile godere di un panorama dalla rara bruttezza: cicche di sigarette, bottiglie spaccate e rifiuti di ogni genere fanno da cornice all’antica macchina da presa. Anch’essa è rimasta lì, dimenticata nel salone della biglietteria, dove per molti anni migliaia di grossetani l’hanno sfiorata, sempre con rispetto e curiosità. Ora, per chiudere un paio di porte non dovrebbe esserci alcuna difficoltà. Ma le questioni da sanare da quelle parti di centro storico sono molte. E non tutte riguardano l’immobile sotto vincolo: «Sono consapevole – spiega ancora Cardone - che non si può dar vita a una zona pedonale, fosse altro per i residenti che hanno il diritto di raggiungere al meglio le proprie abitazioni, ma qualcosa per il traffico qui va fatto. Non si possono spendere soldi per i cartelli di infomobilità e lasciare che automobili sfreccino in via Mazzini come se si fosse a Montecarlo. Servono dissuasori della velocità e se necessario addirittura autovelox. I turisti, così come i residenti e i grossetani in genere, devono poter vivere serenamente il centro, senza avere timore che i loro figli finiscano sotto una macchina. Invece vedo che vengono fatte multe per una pianta decorativa messa fuori posto e si tralasciano le questioni serie».

Il ristoratore però, in un discorso di più ampio respiro, non ci sta a puntare il dito solo contro il Comune: «Se il centro storico non è messo bene la colpa non può essere esclusivamente affibbiata all’Amministrazione: certo, regolamenti come quello sulle serate musicali e le restrizioni sui decibel ci stanno uccidendo, ma è anche vero che abbiamo un centro commerciale naturale nato da pochi mesi e già palesemente finito in un fiasco totale. Sia chiaro, a dirlo è uno che ci ha creduto e ci crede, ma è innegabile che le notti del giovedì siano in calo e che per l’autunno prossimo non è stato ancora studiato nulla di nulla. La verità è che tutti noi esercenti non riusciamo a metterci d’accordo su niente e dubito che ce la faremo anche più avanti. A tutto questo vanno sommandosi certi comportamenti di alcuni vandali: anche oggi ho trovato bottiglie spaccate vicino al mio locale». Insomma, è proprio vero: quando i gatti non ci sono i topi ballano...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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