Il Tirreno

Grosseto

Se il vip (ignaro) lascia il chiodo in hotel

di Elisabetta Giorgi
Se il vip (ignaro) lascia il chiodo in hotel

Bufera al Premio Capalbio: per anni l’organizzazione non avrebbe pagato cene e alberghi a ministri, giudici e scrittori

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CAPALBIO. Quando Francesco Rutelli, nel 2010, sale sul palco sfoggiando un sorriso e intascando il premio Capalbio per la politica, ancora non sa che andrà a dormire in un hotel dove il suo pernottamento (come accusano gli albergatori) non sarà pagato. La Fondazione Epokè, che organizza l'evento e gli consegna una targa per il libro “La svolta. Lettera a un partito mai nato”, da settimane ha riservato a lui e a sua moglie Barbara Palombelli una prestigiosa camera al Country villas Le Guardiole; stesso resort che oggi - insieme ad altri imprenditori sparsi tra Capalbio, Orbetello e Manciano - imputa agli organizzatori di Epokè un chiodo di non piccolo conto (11mila euro alle Guardiole, 33 mila in totale), per cui il Premio Capalbio rischia di saltare.

Gli 11mila euro delle Guardiole riguardano pernottamenti e cene consumate dai vip invitati alla kermesse e ignari di essere “debitori”; tant’è che oggi il Premio Capalbio alle porte (generalmente in calendario ad agosto) vive i suoi giorni più neri. Da una parte ci sono gli esercenti che rivogliono i soldi e sperano che la kermesse salti; dall’altra il sindaco Luigi Bellumori che non ne può più e pare intenzionato a non conceder più piazza, palco e luci facendo saltare tutto. C’è infine Gianni Aringoli (di Epokè) che invece smentisce e vuol tenersi stretta la kermesse. In settimana Aringoli incontrerà il sindaco per convincerlo a farlo restare in piazza. Peccato che Rutelli - nella lista dei vip ignari che creano mal di pancia istituzionale - non sia l’unico a esser passato dal Premio con queste modalità. Ammonterebbe a 33 mila euro, per ora, il debito sparso di Epokè e ricostruito dal Comune, tra gli 11 mila rivendicati dalla Fattoria Le Guardiole, i 15mila dell’osteria Il Lupacante di Orbetello, i 4mila euro del tassista Renato “Renatino” Mascitti o i 3mila del negozio di targhe di Orbetello. Perché pure la targa sventolata in foto da Rutelli e fabbricata in via del Rosso rientrerebbe tra i debiti.

Una storia di anni. Alle Guardiole, racconta il titolare Francesco Guerreschi, «Epokè ha usufruito di servizi di hospitality alberghiera e ristorativa nel 2008, 2009 e 2010; nel 2008 con poche persone e un saldo di competenze nell’arco di 3-4 mesi, nel 2009 e 2010 con maggiori presenze e servizi tutt’oggi non pagati; l'ammontare del debito è di 11mila euro, più interessi e spese legali. Ma la cosa che infastidisce è che l’avvocato Aringoli ha proposto l’emissione di ricevute bancarie con scadenze prefissate per saldare il debito, e poi tornate indietro insolute con ulteriori spese per noi». La storia non riguarda solo la coppia Rutelli-Palombelli, tra l’altro habitué della piccola Atene. Tra i debitori-ignari delle Guardiole ci sono pure Giuseppe Ajala, parlamentare, ex giudice e sottosegretario al ministero di Giustizia, premiato nel 2008 per il libro “Chi ha paura muore ogni giorno”; o il vicepresidente della Commissione europea Joaquin Almunia. I quali - dice però Cristina Guerreschi - «non c’entrano. Non penso che fossero al corrente di aver dormito e mangiato senza pagare». Molti di loro sono passati anche dal ristorante Il Lupacante di Orbetello, il cui titolare con pudore svela di dover riscuotere 15mila euro, e ora spera «che la manifestazione salti a meno che l’organizzazione non paghi i debiti... Da noi passò anche Napolitano quando non era presidente, ma quella volta se Dio vuole pagarono».

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