Il Tirreno

Grosseto

I mostri di cemento diventano videoarte

di Alfredo Faetti
I mostri di cemento diventano videoarte

Otto minuti di immagini e musica che raccontano la città. L’opera di Emilio e Andrea Gozzi spopola su Youtube

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Una betoniera piena di cemento fresco che gira, la musica dei Pink Floyd e il rumore di una cassa che apre il cassetto con i soldi. In questa scena ricorrente sta tutto il senso del video realizzato dal duo Gozzi, Emilio e Andrea (che poi son padre e figlio). S’intitola “Cemento amato” e le immagini «ritraggono i mostri di cemento della città di Follonica – si legge nella nota che accompagna il video – generati durante gli anni della speculazione edilizia». Il video è stato realizzato in occasione di “SfollArte”, la mostra d’arte contemporanea che si è conclusa una settimana fa nella città del Golfo e su Youtube è già stato cliccato decine di volte, aumentando gli utenti di giorno in giorno.

Tutto nasce da Photo4d, un progetto portato avanti da Andrea e dalla fotografa Pina Toscano. «Lavoro con software musicali» spiega Andrea che per “SfollArte” ha deciso di prendere come ispirazione la sua città. In uno dei suoi lati peggiori: «i mostri di cemento» di Follonica. Le montagne di cemento che si sono affacciate quasi senza regole a due passi dal mare negli anni dorati (per alcuni) delle costruzioni edilizie. Ha mandato suo padre Emilio, fotografo per passione, a scattare qualche immagine, senza dargli alcuna indicazione. Poi Andrea ci ha lavorato sopra con suoni e immagini, dando un’interpretazione personale.

In “Cemento amato” le immagini dei palazzi e delle strade si accavallano con altre, in grado di dare un unico messaggio di quanto si vede. «Mi hanno detto che è angosciante» spiega Andrea. Il video (durata 8 minuti) parte con la betoniera che lavora il cemento e le note di “Money”, uno dei tanti capolavori dei Pink Floyd. Dai Palazzi Rossi, nella zona di via Litoranea, che diventano alveari pieni di api alle vie dietro la zona delle “Tre Palme”: una strada circondata da palazzi altissimi, con il cielo a contrasto solo in fondo al vicolo. Fino a “Love boat”, il capitolo dove il ristorante Piccolo Mondo si trasforma nella Costa Concordia, la nave naufragata al Giglio. «Due disastri sul mare: uno è successo, l’altro è stato costruito». E vediamo anche il tratto di spiaggia di fronte allo stesso palazzo delle Tre Palme, sul viale Italia, con la baracca sul mare. Qui, nel video, ci atterra un’astronave aliena.

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