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Consiglio nazionale Ancarani candidato

di Guido Fiorini
Consiglio nazionale Ancarani candidato

GROSSETO. Il futuro della professione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili passa anche per Grosseto. Perché per la prima volta la Maremma esprime una candidatura per il consiglio...

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GROSSETO. Il futuro della professione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili passa anche per Grosseto.

Perché per la prima volta la Maremma esprime una candidatura per il consiglio nazionale. In Toscana accanto a Sandro Santi, presidente dell’ordine di Firenze, il comitato spontaneo che appoggia la candidatura a presidente nazionale di Gerardo Longobardi (attuale presidente dell’ordine di Roma) presenta nella squadra di 21 nomi anche Gianluca Ancarani, 48 anni, iscritto all’ordine dal 1992.

Ancarani si occupa di contenzioso tributario, consulenza societaria e ristrutturazioni aziendali, ha svolto e svolge incarichi giudiziari al tribunale di Grosseto ed è sindaco revisore di enti pubblici (fra cui l’Asl 9)e società private tra cui la Banca della Maremma. L’investitura ufficiale è avvenuta lo scorso 18 luglio, in una partecipatissima assemblea.

Le elezioni si terranno il prossimo 15 ottobre ma la lista di cui fa parte Ancarani, alternativa a quella che sostiene il presidente uscente Siciliotti, è animata da una specie di “moto popolare” partito dal basso, un imponente movimento di professionisti giovani e meno giovani che vuole dare un’anima nuova a un mestiere che, in questo difficile momento, è particolarmente importante e delicato.

Allora Ancarani, cosa vi ha spinto a fare questo passo?

«Da tempo si sentiva l’esigenza di dare un volto diverso alla nostra professione. E le moltissime adesioni al comitato spontaneo dimostrano quanto sentita fosse questa esigenza. Abbiamo stilato un manifesto con nove punti, con i quali chiediamo diritto e rispetto della professione, il riconoscimento delle nostre funzioni da parte dell’Amministrazione finanziaria e dell’opinione pubblica, un confronto vero con la costituzione di tavoli. Insomma, vogliamo dare al consiglio nazionale una gestione collegiale all’interno della quale ci sia un progetto condiviso a tutela di ogni singolo iscritto».

Lavorate anche per una vera unificazione della professione, senza distinzioni. In fondo le due “anime” fanno esattamente le stesse cose.

«Si tratta di una discriminazione ormai superata, siamo una categoria unica. Nel nostro programma insistiamo molto sulla dignità della nostra professione: ultimamente stiamo subendo molti colpi bassi da parte dello stesso legislatore. C’è un proliferare di norme e di circolari ministeriali, spesso emanate a ridosso delle scadenze fiscali, che creano moltissime difficoltà ai professionisti».

Per Grosseto la sua candidatura è un fiore all’occhiello.

«Sono orgoglioso di esser stato chiamato per questa sfida e sono pronto a metterci il massimo impegno. Il nostro obiettivo è chiaro: fare squadra, animare lo spirito di coesione della categoria, valorizzare la professione del commercialista e promuovere un processo democratico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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