Il dolore
Iaconi voleva dimettersi, con lui non parlai
Il verbale dell’audizione del patron: «Quella settimana tenni i contatti soltanto con Cafaro e Sarri»
GROSSETO. I rapporti personali tra Camilli e Iaconi, proprio in occasione della gara con l'Ancona, che è costata il deferimento all’Us Grosseto, erano freddissimi, al punto che il diesse biancorosso aveva minacciato di dimettersi dopo la sconfitta con il Lecce. E' uno dei passaggi fondamentali dell'audizione del presidente dell'Us Grosseto, avvenuta lo scorso 13 luglio a Roma. «Escludo - ha detto Camilli ai giudici - di aver parlato con Iaconi nel corso di quella settimana, in quanto subito dopo la sconfitta con il Lecce ordinai il ritiro punitivo a Norcia, contro la volontà dello stesso Iaconi, il quale in netto dissesto con me, addirittura minacciò di dimettersi, cosa che in realtà non fece».
Rapporti freddi. «In quella settimana - ha aggiunto il Comandante - parlai solo con Cafaro e con l’allenatore Sarri; i miei rapporti con Iaconi sono ripresi , in maniera fredda e distaccata verso la fine della settimana successiva alla gara contro l’Ancona».
Auto societaria. Il patron maremmano è stato anche a rispondere all’accusa di aver incaricato di utilizzare l’auto della società per consentire a Turati e Joelson di andare a Castelfidardo per parlare con i giocatori dell’Ancona. «Escludo tale circostanza», è stata la risposta di Camilli, che ha aggiunto:«Se Iaconi avesse avuto bisogno di utilizzare l’autovettura, non avrebbe avuto bisogno di alcuna mia autorizzazione». La vettura era infatti in comodato d’uso a titolo esclusivo di Iaconi. «Non posso escludere - ha proseguito - che Iaconi abbia potuto agire per fini personali e/o diversi a me del tutto sconosciuti».
Scommesse e scommettitori. Camilli durante l’audizione ha fatto ventilare l’ipotesi che Iaconi fosse uno scommettitore: «Iaconi - sono le parole di Camilli - era molto amico di determinati giocatori, in particolare quelli coinvolti nel calcio scommesse e non posso esclude che lo stesso fosse uno scommettitore e facesse parte di un gruppo organizzato per l’alterazione dei risultati di partite di calcio». Il massimo dirigente ha fatto anche presente agli investigatori che «il rapporto contrattuale con Iaconi è stato da me interrotto, anticipatamente rispetto alla sua scadenza naturale, nel novembre 2010, a fronte della cessazione del rapporto al 30 giugno 2011».
A Offida per lavoro. Camilli, che ha ribadito di aver assistito all’incontro con l’Ancona solo perché si trovava per motivi di lavoro ad Offida (doveva firmare un contratto con la Sma), ha negatoanche fermamente di aver avuto un colloquio con Iaconi, nel quale il direttore sportivo gli riferì che i giocatori dell’Ancona, a seguito dell’incontro con Turati e Joelson, dissero di volere 100.000 euro per la vittoria. (m.c.)
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