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Grosseto

«Sono accuse senza fondamento»

«Sono accuse senza fondamento»

Il dg Scalone: «Come si fa a credere ai disonesti? Ci hanno già fatto pagare»

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GROSSETO. «L’accusa di responsabilità diretta non ha senso, non si regge su niente».

Il direttore generale dell’Us Grosseto, Alessandro Scalone, difende la società dalle accuse mosse dalla procura federale. «Il Grosseto - aggiunge Scalone - per colpa di questi tesserati scorretti e disonesti ha pagato in maniera pesante, per il passato, ma anche per il futuro, con i sei punti di penalizzazione. Ci hanno innanzitutto, in quella stagione 2009-2010, impedito una promozione in serie A».

Secondo il Dg biancorosso «basta leggere le carte del deferimento per capire che non ha fon damento, non sta né in cielo, né in terra».

«In un processo ordinario - dice ancora Scalone - il Grosseto avrebbe ragione al 100%, in ogni grado di giudizio, per cui mi auguro che la giustizia sportiva faccia per bene il suo lavoro, facendo venire fuori la verità. La procura federale non ha niente in mano, non ci sono prove perché noi non abbiamo fatto niente di male, questo deve essere chiaro. Ci sono state molte incongruenze in queste settimane, nel corso degli interrogatori. Iaconi è credibile perché ha parlato dopo la condanna? Se fosse stato vero l’avrebbe detto prima, per evitare di prendere quattro anni».

«Joelson - sottolinea il dirigente maremmano - nell’ultima audizione ha dichiarato che la prima proposta di combine era partita proprio da Iaconi, che aveva offerto 20.000 euro e solo dopo che gli zingari hanno alzato a trentamila la richiesta ha detto che avrebbe dovuto chiedere al presidente. Ma come si fa a credere a certe cose?».

La società biancorossa, dopo essersi presa una piccola rivincita con l’archiviazione dell’indagine sulla gara contro la Salernitana, si dice stanca di prendere pugni in faccia, ma vuole ribadire la totale estraneità ai fatti che hanno portato al deferimento e allo spettro della retrocessione in Lega Pro.

Vicenza e Nocerina, battute sul campo, sono tornate a sperare in un ripescaggio in serie B, non facendo i conti con il Grosseto, che vuole dimostrare la propria innocenza nel processo romano, arrivando al Tar, se ce ne sarà bisogno. Stesso discorso vale per il Lecce, che si difenderà dalle accuse mosse dalla Procura di Bari.

«Devono smetterla - tuona il direttore generale Scalone - di continuare a parlare del Grosseto come parte attiva in questa vicenda, visto che è a tutti gli effetti parte lesa». (m.cal)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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