Il dolore
È responsabilità diretta Il Grifone rischia la Lega Pro
Alle 9,30 in sede la temuta lettera: deferiti Camilli e la società per la presunta combine Pesano le dichiarazioni degli ex Joelson, Conteh, Turati e Iaconi: incubo retrocessione
GROSSETO. Erano le 9,30 di ieri mattina quando il postino si è presentato nella sede dell'Us Grosseto per consegnare la notifica del deferimento alla commissione disciplinare del presidente Camilli e della società. Responsabilità diretta in riferimento alla gara con l’Ancona, mentre le dichiarazioni di Stendardo e Mora sono state decisive per l’archiviazione di quella con la Salernitana.
Il provvedimento tanto temuto è arrivato dopo che il procuratore federale, Stefano Palazzi, ha esaminato gli atti dell'indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Cremona.
Il Grosseto è stato deferito alla commissione disciplinare e verrà processato mercoledì 1º agosto in riferimento alla gara Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010 e finita 1-1.
A rispondere alle accuse mosse dal procuratore federale saranno Piero Camilli «per violazione dell'art. 7, commi 1, 2 e 5, del codice di giustizia sportiva per avere, in occasione della gara Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010, in concorso con altri soggetti identificati già giudicati o già deferiti e con altri ancora allo stato non identificati, posto in essere, riuscendovi, atti diretti e idonei ad alterare il regolare svolgimento e il risultato della gara in oggetto al fine di favorire la posizione in classifica dell'Us Grosseto, onde guadagnare l'accesso ai play-off. Con l'aggravante di cui all'art. 7, comma 6, della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara».
Il deferimento riguarda soprattutto la società «a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell'art. 7, commi 2 e 3, e dell'art. 4, comma 1, in ordine agli addebiti contestati a Piero Camilli in occasione della gara Ancona-Grosseto. Con le aggravanti di cui all'art. 7, comma 6, C.G.S. della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara nonché della pluralità degli illeciti posti in essere da altri suoi tesserati da cui è conseguita la responsabilità oggettiva della società medesima».
Ed è proprio la responsabilità diretta a far paura, in quanto fa rischiare alla società una retrocessione in Lega Pro. L'accusa si basa sulle dichiarazioni degli ex giocatori Joelson, Conteh e Turati e dell'ex direttore sportivo Andrea Iaconi, secondo i quali il presidente Camilli avrebbe dato la sua autorizzazione a combinare il pareggio della gara con i dorici.
Gli investigatori, per il deferimento, si sono basati solo sulle dichiarazioni di Joelson nell'interrogatorio di Cremona, dopo che il brasiliano aveva negato ogni coinvolgimento (lo ha chiamato in causa Carobbio) nella prima audizione.
Joelson dice che Iaconi avrebbe avuto l’okay di Camilli per combinare la partita e per incontrare Da Costa ed altri due giocatori dell’Ancona, fuori dal ritiro. «Iniziai a parlare con Da Costa - ha dichiarato Joelson - e gli riferii quanto mi era stato chiesto di fare e cioè, se ci avessero lasciato vincere sarebbe stato loro corrisposta la somma di 30mila euro».
Accuse che il presidente Camilli ha sempre rigettato, confortato anche dalle parole del team manager Luciano Cafaro, che nell'audizione della scorsa settimana ha fatto presente il fatto che i rapporti tra Iaconi e Camilli erano freddi e che il presidente non ha chiamato in quei giorni il presidente. Il difensore del Grosseto, l'avvocato bolognese Mattia Grassani, sta preparando una tesi difensiva che dimostri l'inaffibidabilità delle testimonianze di Joelson e Iaconi e l'estraneità del presidente Camilli.
Palazzi ha anche deferito l'ex portiere dell'Ancona Angelo Da Costa per omessa denuncia e l'Ancona per responsabilità oggettiva, per quanto contestato a Da Costa.
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