Il Tirreno

Grosseto

«Competenze e idee così la società civile si riprende il Paese»

di Guido Fiorini

ItaliaFutura, Federico Vecchioni al primo incontro regionale «Non siamo un partito, riuniamo cittadini che si impegnano»

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CASTIGLIONE. Imprenditori, artigiani, giovani, anche pensionati. E poi esponenti del volontariato e del terzo settore in genere. Erano in tanti ieri a Riva del Sole per il convegno “Toscana fra welfare e spending review”, organizzato da Italia Futura Toscana. Un’occasione, voluta dal coordinatore nazionale Federico Vecchioni, maremmano di Massa Marittima, per fare il punto su quanto la “macchia d’olio” dell’associazione presieduta da Luca di Montezemolo si stia allargando in modo capillare nella nostra regione (già circa 4500 gli aderenti), ma anche per fare un bilancio dell’attività e guardare avanti.

«Stiamo creando – ha detto Vecchioni - le condizioni per dare il massimo impegno in occasione di un appuntamento fondamentale per il nostro paese»: parole che fanno leggere fra le righe quale sia l’obiettivo dell’associazione. Ma l’argomento “trasformazione in partito in vista delle elezioni” è, almeno per ora, un tabù.

Vecchioni, a che punto siete?

«Questo primo appuntamento, così partecipato, ci fa capire che stiamo andando nella giusta direzione, in Toscana come in tutta Italia. Abbiamo riunito persone che, al di là delle logiche degli schieramenti dei partiti, dei vecchi modi di fare politica, hanno deciso di portare il loro contributo. Noi a questi cittadini che vogliono impegnarsi diamo una struttura organizzata, in modo capillare. In Toscana siamo in tutti i capoluoghi, ma anche in tanti Comuni minori».

Il tutto senza essere un partito.

«Non siamo un partito, ma un’associazione nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese. Siamo una casa per chi vuole impegnarsi fuori dalle logiche vecchie degli schieramenti per ridare una speranza all’Italia. Ma, deve essere chiaro, questo non vuole dire che questi devono essere per forza giovani: vogliamo tornare a contenuti e competenze, premiare le idee migliori».

Non è la solita antipolitica?

«No, anzi, è il contrario. È un modo nuovo di fare politica, che può restituire fiducia al rapporto fra stato e cittadino. Per capirci: il cda della Rai per il quale i partiti discutono è importante, ma in questo momento le priorità sono altre. Penso a chi non riesce a pagare il mutuo o i propri dipendenti, a chi non trova lavoro. Siamo una grande occasione per tutti ed è per questo che a noi si stanno avvicinando persone che mai hanno fatto politica. Un altro esempio? Siamo convinti che il governo Monti, pur nell’emergenza, abbia finalmente messo mano a riforme che erano necessarie da tempo».

Il vostro messaggio passa sui social network, ma non solo.

«Sono utili per veicolarlo. Ma siamo convinti che i rapporti fra le persone vadano riscoperti. Per questo ci incontriamo in pubblico. Per parlare e confrontarci, per costruire una presenza civica nel dibattito politico».

Ma prima o poi dovrete “scendere in campo”. Per avere un ruolo nelle stanze decisionali.

«Saranno le persone che fanno parte dell’associazione, che portano le idee, a decidere se e quando fare la trasformazione. Al momento ci tiriamo fuori dalla logica dei proclami che poi restano fini a se stessi. O dalle tattiche come quelle per la legge elettorale. Portiamo proposte, idee innovative, portiamo al voglia di impegno. E quella mia personale è massima».

In Maremma siete già radicati.

«Qui ci stiamo muovendo da tempo. Con noi ci sono cittadini che vengono da tutte le categorie, dai professionisti al volontariato. E altri si stanno avvicinando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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