Il Tirreno

Grosseto

Urbanistica, confermato il no al polo di Braccagni

di Enrico Pizzi
Urbanistica, confermato il no al polo di Braccagni

Ridotta la superficie per aree produttive di circa 20mila metri quadrati E il sindaco ammonisce: «Adesso dobbiamo chiudere in fretta»

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GROSSETO. Un'altra seduta in cui non si è entrati nel merito delle questioni, quella della IV commissione per esaminare le controdeduzioni alle osservazioni sul regolamento urbanistico. Unico flash, il riferimento che il dirigente dell'urbanistica Marco De Bianchi ha fatto alle osservazioni della Regione sulla zona di Braccagni, illustrando la proposta degli uffici di stralciare la previsione del polo logistico riducendo la previsione per aree produttive ai circa 20mila metri quadrati, destinati a polo agroalimentare, che il vigente piano regolatore già contempla nell'area.

Gli uffici prevedono anche lo stralcio di una porzione (circa il 25%) degli oltre 8mila metri quadrati di residenziale ipotizzato in un'area nei pressi della ferrovia. Proponendo di accogliere, poi, un'osservazione del Consorzio Agrario, gli uffici ipotizzano lo stralcio di un'area produttiva prevista nella zona del Madonnino, dal momento che il Consorzio, con un'altra osservazione, chiede di potersi spostare nell'area di Casetta Grottanelli, confinante con la punta più estrema dell'area del Centro Fiere e di prevedere volumetrie residenziali nella sede attuale.

Ieri però si è parlato di fuoriuscita di notizie, di persone che in qualche maniera – anche se le controdeduzioni sono riservate – hanno saputo del probabile esito delle loro osservazioni e che, scontente, cercano contatti con l'amministrazione. «Il sito in cui le controdeduzioni sono pubblicate – ha detto il sindaco Bonifazi – risulta molto frequentato, segno che non sono solo i consiglieri comunali a entrarci, e io stesso ho iniziato a ricevere numerose telefonate di persone scontente di quello che risulta dalle controdeduzioni alle loro osservazioni... È opportuno fare in fretta», e anche il dirigente dell'urbanistica, Marco De Bianchi, ha confidato che stanno arrivando negli uffici integrazioni e chiarimenti in merito a osservazioni presentate, ma «noi – ha detto De Bianchi – non le guardiamo nemmeno». I commissari, poi, vorrebbero avere ancora più dettagli in mano.

Ieri, per esempio, sia il capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba che quello del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori, hanno chiesto di poter avere le “norme”, nonostante il dirigente De Bianchi avesse già spiegato, la volta scorsa, che le uniche norme che esistono sono quelle del regolamento urbanistico adottato a marzo 2011. Esiste, però un lavoro che gli uffici hanno fatto, mano a mano che venivano esaminate le osservazioni, riportando le variazioni che potrebbero interessare le norme nel caso in cui il consiglio comunale approvasse le indicazioni date dagli uffici, ma «È solo uno strumento di lavoro» ha detto De Bianchi che, di fronte all'insistenza di Gori, a un certo punto è sbottato ed è uscito dalla sala consiliare, salvo poi rientrare per scusarsi e spiegare di nuovo il tutto.

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