Il Tirreno

Grosseto

Sì anche al programma di gestione

Nelle aree non vocate consentita l’attività venatoria con le battute in squadra

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GROSSETO. E il consiglio provinciale ieri ha approvato anche il cosiddetto “'Programma di gestione e di controllo per la gestione faunistico-venatoria del territorio non vocato”.

Tradotto in soldoni la caccia al cinghiale (anche in battuta), finalizzata al contenimento del numero degli animali là dove la caccia non è permessa. Da sempre questo strumento desta grande interesse. Per la cronaca i contenuti del Programma saranno poi recepiti nel Piano di gestione degli ungulati mentre per quanto riguarda le perimetrazioni delle aree dovranno tener conto delle indicazioni del Piano faunistico-venatorio provinciale ancora in fase di discussione.

Il Programma, come detto, disciplina la gestione faunistico venatoria del cinghiale nel territorio non vocato della Provincia di Grosseto, allo scopo di raggiungere gli obbiettivi di salvaguardia delle colture agricole e della piccola selvaggina.

Nell'ambito della gestione del cinghiale - lo ricordiamo - tutta la superficie agricolo-forestale provinciale non vocata al cinghiale è suddivisa in aree di influenza dei distretti e aree esterne.Nelle aree di influenza si procederà alla eradicazione della specie.

In queste aree, però - tenuto conto della vicinanza con zone vocate - la Provincia sostituisce la caccia al cinghiale con il prelievo programmato.

Nelle aree esterne vengono adottati invece metodi diretti ed indiretti (attività venatoria esercitata con tutte le possibili forme di prelievo) che consentano nel minor tempo possibile di giungere allo steso obiettivo: l'eradicazione del cinghiale.

L'attività venatoria in tutto il territorio non vocato è consentita per il periodo individuato dal calendario venatorio provinciale per la caccia al cinghiale con i soliti sistemi: le battute in squadra (quelle iscritte al registro provinciale per la caccia al cinghiale) secondo regole fissate dalle tre atc.

Nelle cosiddette aree esterne gli abbattimenti saranno permessi anche da parte dei singoli cacciatori che si renderanno disponibili per la realizzazione di opere di prevenzione danni.

Nel territorio non vocato la Provincia ha inoltre disposto altre azioni volte al raggiungimento degli obiettivi al di fuori della stagione venatoria.

Alla fine si verificheranno i risultati e qualora non siano stati raggiunti gli obiettivi saranno organizzati altri interventi mirati. (gb)

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