Il Tirreno

Grosseto

Rumori assordanti vicino alla spiaggia

di Paola Villani
Rumori assordanti vicino alla spiaggia

La protesta di un turista di Certaldo: «Non è possibile autorizzare cantieri nei palazzi in piena stagione turistica»

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FOLLONICA. Rumori assordanti dai palazzi vicino alla spiaggia. Più che in ferie al mare sembra di essere dentro un cantiere edile. Sole, mare e pineta, è lo slogan che da anni rappresenta la città di Follonica, ma oggi potrebbe essere aggiunta la parola rumore e nella sua accezione peggiore. Prendere in affitto una casa a due passi dalla spiaggia, sborsando quindi non poco denaro, significa rischiare di ritrovarsi perseguitati dal caos di martelli pneumatici e trapani, sia quando si è nel proprio appartamento che quando si va al mare.

Non è certo l’idea che viene in mente quando si pronuncia la parola “vacanza”. Alcuni villeggianti, che hanno affittato una casa dalle parti di via Fiume, via Gorizia (zona centro) si sono trovati in una situazione veramente fantozziana: mai si sarebbero aspettati di essere immersi nel caos dalla mattina alla sera per colpa di alcune ristrutturazioni in corso. «Quello che ci siamo chiesti è come questo possa accadere in un comune che vive di turismo - spiega uno dei villeggianti arrivato da Certaldo a Follonica con la famiglia per le ferie - L’amministrazione follonichese come può autorizzare l’apertura di cantieri a due passi dal mare e in piena stagione estiva? Noi veniamo in vacanza per riposarci e rilassarci e invece siamo costretti a scappare lontano dall’appartamento e dal quel tratto di spiaggia che abbiamo di fronte perché i rumori che provengono dagli immobili vicini sono assordanti».

Pagare quasi 3mila euro di affitto per un mese e ritrovarsi in una situazione simile, sicuramente farebbe arrabbiare chiunque. I villeggianti hanno provato a chiamare la polizia municipale, visto che i lavori non si fermavano neppure all’ora di pranzo: unica cosa che sono riusciti ad ottenere è stato uno stop dei cantieri dalle 14 alle 16. «Un’amica ha chiamato anche l’agenzia che le aveva trovato l’appartamento e neppure loro sapevano di questi lavori - continua il fiorentino - ma alla fine come risarcimento, visto che era a conoscenza dell’esistenza della Carta dei diritti dei turisti, si è appellata a quell’atto e le hanno restituito trecento euro sui 2700 che ha pagato per stare un mese in quell’alloggio».

Come soluzione certo non è quella sperata dai turisti, ma in fondo meglio che niente. Anche se tutti preferirebbero non dover subire tutti i giorni della loro vacanza, un fastidio simile.

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