La manifestazione
Il “Supernonno” ricevuto da Bizzarri
Michele Marrini, 87 anni, ce l’ha fatta: la giunta valuterà se intitolare una via al tenente Fabbrini
SCARLINO. Ha minacciato di incatenarsi alla statua di Garibaldi e di darsi fuoco. Poi sabato si è gettato con un paracadute da un aeroplano in volo, alto 4.200 metri. Ma alla fine Michele Marrini, classe ’25, ha raggiunto il suo obiettivo: ha portato la memoria del suo tenente durante la lotta partigiana, Carlo Fabbrini, all’attenzione del sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri.
«Vorrei che gli fosse intitolata almeno una via» ha detto sabato una volta toccato terra. Una proposta che ora potrebbe essere accolta dall’amministrazione.
«Marrini ha portato tutta la documentazione, raccontandoci anche la sua versione dei fatti di quell’epoca. – spiega Bizzarri – Ora con la giunta valuteremo tutte le memorie e se ci sarà il modo, intitoleremo una via o un largo al tenete Fabbrini». Si sono incontrati ieri mattina nell’ufficio del sindaco di Scarlino. In quella stanza erano presenti Marrini, Bizzarri e anche Massimiliano Fabbrini, figlio di Carlo.
«Quella del tenente è stata la prima azione di sabotaggio nei confronti dei tedeschi – racconta l’ex partigiano – Risale a quando partirono da Livorno per arrivare al Puntone». Un personaggio, Fabbrini, che ha lasciato il segno nella storia della Resistenza scarlinese. «Marrini ha raccontato che il tenente non dava mai ordini ai suoi uomini, ma chiedeva i loro pareri. – spiega Bizzarri – Insomma, era un uomo che sapeva farsi voler bene dai suoi compagni».
Non solo: «La brigata, durante l’arrivo dei tedeschi, fu autore anche d’importanti imprese. – continua il sindaco – Come quella di trasferire migliaia di animali dalla fattoria del Casone alla località di Santa Lucia».
Lo stesso 87enne è un personaggio del tutto particolare. Ricercatore e scrittore in tema di resistenza, si talvolta scontrato anche con l’Anpi (associazione nazionale partigiani italiani) durante dei convegni a Roma. Sa farsi ascoltare, Marrini.
Ieri si è presentato nell’ufficio del sindaco in camicia e cravatta, per poi spogliarsi e rimanere con la sola maglietta indosso, in cui è stampata la S di Superman e una scritta: “Super nonno”. Un soprannome che calza a pennello.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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