Il Tirreno

Grosseto

Foto choc in rianimazione Sospensione confermata

di Pierluigi Sposato
Foto choc in rianimazione Sospensione confermata

Il Tribunale del lavoro non ha accolto il ricorso di una delle due dottoresse contro il provvedimento della Asl risalente a un anno e mezzo fa

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GROSSETO. Il giudice del lavoro non ha accolto il ricorso di una delle dottoresse coinvolte con tre infermiere, un anno e mezzo, fa nel caso delle foto choc scattate nel reparto di rianimazione e poi pubblicate su Facebook. Quelle in cui il personale appariva come travestito da mummie, con bende e garze avvolte intorno al corpo. La dottoressa Luisa Moggia, 39 anni, vede quindi confermata al momento la sanzione di 20 giorni di sospensione inflita dall’ufficio disciplinare della Asl 9, e già scontata.

La dottoressa - che dall’epoca dei fatti non è rientrata in servizio, godendo di un periodo di aspettativa e attualmente di un incarico fuori regione - era stata l’unica dei cinque sanitari coinvolti a rivolgersi al giudice del lavoro per vedersi riconoscere le proprie ragioni. L’azienda sanitaria l’aveva sanzionata per il comportamento ritenuto non consono, al termine del procedimento disciplinare in contraddittorio: era stata riconosciuta come ritratta nelle foto pubblicate. La Asl contestava anche violazioni in materia di norme contrattuali.

Contro la sanzione ricevuta, la dottoressa Moggia era ricorsa al giudice del lavoro, lamentando tra l’altro il mancato rispetto dei termini per l’erogazione della sanzione e il lasso di tempo trascorso tra i fatti e la contestazione (un paio di anni circa). Un problema di forma ma anche di sostanza, sul quale il giudice Marco Mezzaluna è stato chiamato a pronunciarsi dopo aver ascoltato la testimonianza del responsabile del reparto. Oltre alle questioni di metodo, la causa ha trattato la gravità del fatto contestato. Un punto sul quale si sono fermati a lungo i difensori della dottoressa, gli avvocati Giuseppina Iannaccone e Ida Avitto, che si apprestano a presentare ricorso contro la decisione, una volta che il dottor Mezzaluna avrà depositato le motivazioni (entro due mesi). Attese anche dalla Asl, rappresentata in giudizio dall’avvocato Silvia Rossi

Nel frattempo, il giudice ha respinto la domanda presentata con il ricorso del 29 settembre scorso e ha condannato il medico a pagare le spese di lite, per 2.100 euro in tutto.

Alla dottoressa Moggia erano stati inflitti 20 giorni di sospensione, così come all’altra dottoressa sotto inchiesta. Nel procedimento erano rimaste coinvolte anche tre infermiere: due avevano avuto 45 giorni, l’altra 50. Le loro condotte erano state ritenute di gravità notevolmente maggiore dall’ufficio disciplinare. In quella sede, le dipendenti avevano avuto come obiettivo quello di dimostrare che quelle foto erano un gioco innocente che non aveva messo a repentaglio la salute e la sicurezza di nessuno. Si trattava di “prove” per uno degli spettacoli teatrali che i sanitari mettevano in scena con la loro compagnia, che si chiama non a caso “Rianimattori”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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