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a MASSA MARITTIMA

Caos per il referendum «Moduli finiti, anzi no»

di Alfredo Faetti
Caos per il referendum «Moduli finiti, anzi no»

MASSA MARITTIMA. Referendum per il rimborso ai parlamentari: a Massa Marittima è caos. Tra intoppi e smentite, infatti, le comunicazioni (anche istituzionali) riguardo alla raccolta firme si...

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MASSA MARITTIMA. Referendum per il rimborso ai parlamentari: a Massa Marittima è caos. Tra intoppi e smentite, infatti, le comunicazioni (anche istituzionali) riguardo alla raccolta firme si accavallano creando diversa confusione.

Da una parte c’è il Comune, che attraverso una nota ha fatto sapere di aver «esaurito gli stampati» e di aver «contattato il comitato promotore che ha dichiarato verbalmente la sospensione della raccolta firme per il mancato raggiungimento del numero necessario per legge». Dall’altra i comitati, che smentiscono, spiegando che i moduli sono scaricabili sul sito. Ma c’è ora anche il “terzo incomodo”, la civica Massa Comune, che pone l’accento su un punto importante, chiedendo chiarezza. I comitati promotori infatti sono due, l’Unione Popolare e Comitato del Sole, con due proposte differenti. Ma nella nota dell’amministrazione i due soggetti vengono confusi. L’oggetto in questione è l’ormai famosa legge 1261 del ’65, che «sancisce un’ingente diaria a titolo di rimborso spese ai parlamentari per il loro soggiorno a Roma».

Una legge che ora in molti in tutto il Paese, a suon di firme, vorrebbero cancellare. Così avviene anche a Massa, dove però l’organizzazione è complicata.

Per fare chiarezza partiamo dall’inizio. Il 16 luglio sulla home page del Comune appare l’informativa che avvisa la cittadinanza dell’arrivo della «modulistica necessaria alla raccolte firme promossa dall’Unione Popolare». Questa proposta era relativa «all’abrogazione dell’articolo 2 della legge 1261/1965». Nella nota di martedì, però, si legge che «i moduli di raccolta firme sono esauriti», facendo riferimento all’Unione Popolare (che ha subito smentito spiegando che la modulistica può essere scaricata dal sito web). Ma continuando a leggere il testo, si nota che il comitato interpellato dall’amministrazione è l’altro, il Comitato del Sole. «Il Comune ha contattato il comitato promotore che ha comunicato verbalmente la sospensione della raccolta firme».

La proposta del Comitato del Sole però è diversa da quella dell’Unione Popolare, estendendo la richiesta d’abrogazione anche alle indennità, agli aumenti di stipendi ed altri aspetti. «È indubbio che i due quesiti siano molto differenti, sia in termini giuridici, che di ammissibilità, - spiega Massa Comune - ma soprattutto per i potenziali effetti che un’eventuale abrogazione produrrebbe». Ed è per questo, «visto anche che molti cittadini che si sono recati presso l’ente ad apporre la propria firma si sono visti proporre un unico quesito», che la civica ora chiede al sindaco Lidia Bai di fare chiarezza. La Bai però ieri è tornata a ribadire che «a tutt’oggi i promotori non hanno inviato ulteriori moduli, pertanto per cause non imputabili al Comune non si ha più modo di raccogliere alcuna firma». Insomma, chi ci capisce qualcosa è bravo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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