La manifestazione
Pecora sgozzata alle porte della città
I lupi attaccano. Rabazzi (Cia): «Dalla politica solo risposte inutili, così si chiudono gli allevamenti»
GROSSETO. Una pecora sgozzata da un lupo a pochi passi dalla città. A denunciare l’ennesimo attacco è la Cia, a essere colpito è stato l’allevamento di Renato Cosimi, che ha dovuto chiamare il veterinario dell'Asl per la certificazione e i prelievi di rito e occuparsi dello smaltimento della carcassa pagando un servizio del quale avrebbe volentieri fatto a meno (80 euro).
«La situazione – afferma Enrico Rabazzi, presidente di Cia Grosseto – è sempre la stessa. Tanti progetti in campo, alcuni presentati con enfasi anche pochi giorni orsono; soluzioni: niente. Da oltre un anno ha avuto avvio un ambizioso progetto, finanziato dall'Unione Europea, finalizzato a verificare la presenza di lupi nei territori delle colline maremmane e catturare eventuali ibridi, randagi e cani inselvatichiti che dovessero essere (e noi siamo certi che lo siano) presenti. Ad oggi, risultati, zero: tante indagini, questionari, interviste, forse sopralluoghi, ma di tentativi per catturare davvero gli animali nocivi e identificarli, ad oggi non si ha ancora notizia».
Certo è che l'unica concreta via di uscita per gli allevatori rimane la cessazione dell'attività, soprattutto per quelle aziende, di piccole e medie dimensioni, che spesso, nei territori più difficili, sono garanzia di qualità delle produzioni e tutelano l'ambiente con la loro presenza e la loro cura.
«Non si può più tollerare questo stato di cose – aggiunge Rabazzi –passiamo le giornate ad ascoltare i resoconti e gli sfoghi degli allevatori dell'Amiata, del mancianese, consapevoli della nostra impotenza, con la politica che non riesce ad andare oltre qualche documento di principi. E le pecore continuano a morire. Non credo che la soluzione al problema sia sopprimere gli allevamenti…».
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