La manifestazione
«All’Argentario non c’era la cupola»
Il gup esclude l’ipotesi di associazione per delinquere ma fissa il processo per tutti gli altri reati contestati
MONTE ARGENTARIO. L’associazione per delinquere non c’è. Il giudice dell’udienza preliminare Giovanni Muscogiuri l’ha esclusa, dichiarando il non doversi procedere per le contestazioni che riguardano il vincolo associativo, la cosidetta “cupola”.
Ma tutto il resto c’è: c’è la presunta gestione illecita dell’urbanistica a Monte Argentario, cioè delitti di abuso ambientale, semplici illeciti edilizi, abuso d’ufficio, falso ideologico, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso ideologico. Un insieme di contestazioni il cui simbolo è la Cantoniera, la madre di tutti i processi. C’è tutto, ma tutto dovrà essere discusso: il gup ha rinviato a giudizio tutti e 45 gli indagati (meno due che hanno patteggiato e uno che ha scelto l’abbreviato) perché sia il dibattimento - che inizierà il 27 novembre davanti al collegio, Comune e Provincia sono parti civili - a far luce sulle responsabilità che la Procura attribuisce a chi è rimasto coinvolto a vario titolo e con responsabilità differenziate nelle indagini iniziate nel 2007. Allo stato attuale, ha spiegato il giudice, mancano perizie di parte che possano bilanciare le conclusioni degli esperti della Procura e che consentano al magistrato, in questa fase, di chiarire chi ha ragione e chi no.
L’udienza terminata l’altro giorno è stata un’autentica maratona. Una volta depositate le trascrizioni delle intercettazioni e una volta richiesti i chiarimenti al perito, il giudice ha invitato le parti alle conclusioni: e l’udienza in cui pm Pizza e difensori si sono avvicendati è andata avanti per tre giorni, fino a che il dottor Muscogiuri, terminata la camera di consiglio, è tornato in aula leggendo il dispositivo e la lunga ordinanza che illustra le decisioni.
Muscogiuri non ritiene esistente il sodalizio criminale (e di ciò i difensori dei principali imputati si dichiarano soddisfatti) come non l’aveva ritenuto esistente il gip Pietro Molino, nel 2009, quando aveva emesso l’ordinanza per le 20 misure cautelari. Il Tribunale della libertà aveva accolto il ricorso del pm Stefano Pizza (ravvisando i pericoli di reiterazione e inquinamento prove) ma la Cassazione aveva poi annullato quella decisione.
A conclusione delle indagini, la Procura della repubblica aveva comunque formulato un’ipotesi di 416 per otto degli interessati: l'ex assessore all'urbanistica e vicesindaco Massimo Castriconi; Angelo Collantoni, architetto, Vincenzo Roberto Gabriele, anche lui architetto e come Collantoni componente del collegio ambientale del Comune di Monte Argentario; Augusto Donati, ex direttore dell'ufficio tecnico di Monte Argentario; Antonella Sabato, architetto e funzionario del Comune; Antonio Noferi, funzionario comunale; Massimo Benedetti, ingegnere libero professionista già componente del collegio; Patrizia Pisino, funzionario della Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio delle province di Siena e Grosseto. Inizialmente, Donati, Castriconi, Sabato, Collantoni, Gabriele furono messi ai domiciliari così come il funzionario Nilvo Cerulli, l'ingegnere Massimo Benedetti, il geometra Andrea Terramoccia, l'agente immobiliare Nazzareno Orsini. Sospensione temporanea per Pisino e Noferi come anche per il funzionario Dinetti e i geometri Pii (che adesso ha patteggiato 1 anno) e Solari. Infine divieto di dimora per la dipendente Canali, l'ingegnere Ghini, l'architetto Casalini, nonché tre committenti: il dentista Di Santi, Stefano Capitani, Luciano Antonelli e il duca Cesarini Sforza. Altri committenti sono tra quelli per i quali il pm Pizza ha chiesto il processo: tra loro vi sono anche dei geometri e titolari di ditte edili.
Per Collantoni, comunque, il gup ha dichiarato il non doversi procedere per prescrizione per due dei capi di imputazione, i numeri 12 e 37: riguardano presunti falsi ideologici in certificati commessi in concorso nel 2004, cioè oltre i 7 anni e mezzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
