Sicurezza
Si spara un colpo al petto, suicida in camera a 27 anni
È accaduto a pranzo: sconvolti gli amici del ragazzo che abitava nell’entroterra Tre giorni fa aveva pubblicato su Facebook una sua foto di spalle con un cappello
GROSSETO. Una discussione in famiglia, lo stress degli esami da sostenere per la specializzazione (era già laureato alla Bocconi), un passaggio a vuoto in una vita fino ad oggi simile a quella di tanti coetanei. Un ventisettenne, nato a Grosseto e residente in un paese dell'entroterra, fidanzato a Siena - dove stava completando gli studi - si è sparato al petto, ieri, all'ora di pranzo (ne omettiamo il nome per ottemperare alla legge sulla privacy), nella camerina dove studiava, a casa dei genitori. I libri e le dispense ancora aperti sul letto.
Tre giorni fa il giovane aveva cambiato la sua immagine nel profilo Facebook. Aveva scelto una foto di spalle: si riconosce la camicia scura e un cappellino nero da giocatore di baseball con la P stilizzata dei Pirati di Pittsburgh, indossato fino a poche ore prima dello sparo fatale. Quasi un segno: la volontà di voltare le spalle al mondo.
Nella copertina del diario di Fb l'immagine tratta da un fumetto d'autore, 300, scritto e disegnato da Miller e Varley. C'è una scritta in un piccolissimo riquadro: “Down is still hours away”. Dopo ciò che è accaduto leggere e tradurre è un po' come ricevere un pugno nello stomaco.
Sì, perché qui stiamo parlando di un dramma che ha sconvolto una comunità, che a lungo resterà impresso nella memoria collettiva. Una notizia che mette i brividi, che ha gettato nello sconforto familiari, parenti, amici e quanti conoscevano il giovane, anche solo per averlo incrociato, da avversario, quando giocava a calcio con la squadra del paese.
I sanitari, giunti in pochi minuti da Scansano, e i carabinieri della locale stazione, hanno constatato che il ragazzo è morto praticamente sul colpo. Un unico foro, al centro del petto, pochissimo sangue. Non c'è stato neppure un tentativo di rianimazione. I genitori e la sorella (l'ultima persona che ha salutato) lo hanno trovato riverso a terra, supino, vicino al letto. Accanto l'arma.
Perché il giovane abbia scelto l'abisso nessuno può saperlo con certezza. È stata una sequenza molto breve. Si è alzato da tavola, si è chiuso in camera, ha caricato la pistola (custodita dal padre) e si è ucciso. In quella casa le lancette dell'orologio si sono fermate alle 12.20.
Fuori dall'abitazione in cui si è consumato il dramma in pochi minuti sono accorse decine di persone, richiamate dal colpo e dalle sirene dell'ambulanza.
I genitori dello studente sono due persone molto note in paese. Intorno a loro, e alla sorella, si è subito cercato di fare quadrato. Lacrime e disperazione hanno segnato l'intero pomeriggio. In serata non era ancora stata fissata la data del funerale. C'è' una procedura da rispettare.
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