Il Tirreno

Grosseto

Si spara un colpo al petto, suicida in camera a 27 anni

di Gabriele Baldanzi

È accaduto a pranzo: sconvolti gli amici del ragazzo che abitava nell’entroterra Tre giorni fa aveva pubblicato su Facebook una sua foto di spalle con un cappello

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GROSSETO. Una discussione in famiglia, lo stress degli esami da sostenere per la specializzazione (era già laureato alla Bocconi), un passaggio a vuoto in una vita fino ad oggi simile a quella di tanti coetanei. Un ventisettenne, nato a Grosseto e residente in un paese dell'entroterra, fidanzato a Siena - dove stava completando gli studi - si è sparato al petto, ieri, all'ora di pranzo (ne omettiamo il nome per ottemperare alla legge sulla privacy), nella camerina dove studiava, a casa dei genitori. I libri e le dispense ancora aperti sul letto.

Tre giorni fa il giovane aveva cambiato la sua immagine nel profilo Facebook. Aveva scelto una foto di spalle: si riconosce la camicia scura e un cappellino nero da giocatore di baseball con la P stilizzata dei Pirati di Pittsburgh, indossato fino a poche ore prima dello sparo fatale. Quasi un segno: la volontà di voltare le spalle al mondo.

Nella copertina del diario di Fb l'immagine tratta da un fumetto d'autore, 300, scritto e disegnato da Miller e Varley. C'è una scritta in un piccolissimo riquadro: “Down is still hours away”. Dopo ciò che è accaduto leggere e tradurre è un po' come ricevere un pugno nello stomaco.

Sì, perché qui stiamo parlando di un dramma che ha sconvolto una comunità, che a lungo resterà impresso nella memoria collettiva. Una notizia che mette i brividi, che ha gettato nello sconforto familiari, parenti, amici e quanti conoscevano il giovane, anche solo per averlo incrociato, da avversario, quando giocava a calcio con la squadra del paese.

I sanitari, giunti in pochi minuti da Scansano, e i carabinieri della locale stazione, hanno constatato che il ragazzo è morto praticamente sul colpo. Un unico foro, al centro del petto, pochissimo sangue. Non c'è stato neppure un tentativo di rianimazione. I genitori e la sorella (l'ultima persona che ha salutato) lo hanno trovato riverso a terra, supino, vicino al letto. Accanto l'arma.

Perché il giovane abbia scelto l'abisso nessuno può saperlo con certezza. È stata una sequenza molto breve. Si è alzato da tavola, si è chiuso in camera, ha caricato la pistola (custodita dal padre) e si è ucciso. In quella casa le lancette dell'orologio si sono fermate alle 12.20.

Fuori dall'abitazione in cui si è consumato il dramma in pochi minuti sono accorse decine di persone, richiamate dal colpo e dalle sirene dell'ambulanza.

I genitori dello studente sono due persone molto note in paese. Intorno a loro, e alla sorella, si è subito cercato di fare quadrato. Lacrime e disperazione hanno segnato l'intero pomeriggio. In serata non era ancora stata fissata la data del funerale. C'è' una procedura da rispettare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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