Sicurezza
Una svolta da diciotto milioni di euro
La Promomar investe: subito i lavori al “Club” con due piscine, poi altri 60 appartamenti. E sabato apre il centro fitness
SCARLINO. Dalla terrazza del ristorante si vedono soprattutto alberi e drizze. Fra i “finger” dei sette pontili, 950 posti da 6 a 36 metri di lunghezza, ci sono soprattutto barche a vela, perché l’ingresso del porto, protetto dal golfo di Follonica e dall’Elba, è l’ideale per chi ama più lasco e bolina del rombo dei diesel. Ma se la porta verso il mare è già quanto di meglio si possa trovare in Maremma, adesso la sfida della Promomar, la società che gestisce l’intera Marina di Scarlino, è aprire la struttura alla comunità, farla diventare parte integrante del territorio meraviglioso che ha alle spalle. «Siamo alla svolta per la Marina - spiega Leonardo Pagni, presidente della Promomar -. Ci crediamo e lo dimostriamo investendo 18 milioni di euro».
Dopo la firma, a febbraio, della nuova convenzione con il Comune di Scarlino, che prevede anche la realizzazione di opere pubbliche importanti come le due rotonde che permetteranno di eliminare l’imbuto del semaforo del Puntone (3 milioni il costo), è arrivato in primavera l’accordo con il Consorzio Etruria, che ha riconsegnato il cantiere e le opere incompiute.
«Questo accordo è decisivo - dice ancora Pagni -. Purtroppo i problemi che si sono succeduti, fra il 2009 e il 2010, hanno sempre dato alla parte a terra del porto un’impressione di opera incompiuta. Eravamo già d’accordo con il Consorzio un anno fa, poi il concordato ci ha fatto perdere altri mesi preziosi. Adesso, però, tutto è tornato nella nostra disponibilità e abbiamo deciso di completare i lavori e di investire. In breve tempo trasformeremo quest’area: sarà un gioiello fra il mare e il territorio».
Il porto è realizzato su terreno demaniale, con una concessione che scadrà nel 2088. Nella parte a terra oltre alla galleria commerciale ci sono 39 appartamenti, alcuni venduti, altri destinati ad essere affittati.
Diciotto milioni sono tanti. Come li userete?
«I primi lavori, subito dopo l’estate, saranno al “Club”, a fianco della galleria commerciale. Sarà la nostra porta d’ingresso, con verde, due piscine, una grande terrazza. Un vero punto di accoglienza, un trait d’union fra il territorio e il mare. Qui ci sarà la sede dello yacht club, qui si faranno le premiazioni. Perché il circolo nautico, che già organizza regate internazionali che portano 15mila presenze nella zona fuori stagione, è uno dei nostri punti forza. E non poteva essere diversamente, visto che il campo di regata, fra il golfo e l’Elba, ha condizioni perfette quasi tutto l’anno».
C’è un altro cantiere, in fondo, fermo da tempo.
«Sarà il secondo passo. C’è un’area privata di 3500 mq dove sorgeranno una sessantina di appartamenti. Contiamo di finirli in un anno e mezzo. Insieme agli altri che già abbiamo dovranno essere un punto di riferimento per una clientela internazionale. Inoltre abbiamo realizzato, da lì, il percorso illuminato che arriva a Cala Felice, altra struttura di nostra proprietà che sta andando alla grande».
C’è, però, una viabilità da migliorare.
«Lo sappiamo bene. Ma nella convenzione con il Comune ci sono i lavori per l’eliminazione del semaforo all’incrocio con le Collacchie che causa sempre lunghe file. Lì faremo, a nostre spese, due rotonde. Il progetto è approvato, dobbiamo solo appaltare».
E la galleria commerciale?
«È decisiva, vogliamo che i turisti e la gente del posto vengano al porto a passare un pomeriggio, fare shopping, guardare le barche. Già in parte è in funzione. Abbiamo molte richieste per una decina di posti rimasti liberi. Inoltre sabato prossimo inaugureremo un centro benessere di altissima qualità (lo apre Daniela Steiner, che ha già centri a Montecarlo, Firenze, Sharm, Parigi, San Cassiano, ndr)».
Resta il nodo dolente dell’occupazione. Ci sono nove persone in cassa integrazione su 29 totali.
«Vero, ma questo accordo con i sindacati ci ha consentito di ripartire. Mi piace pensare che abbiamo salvato 20 posti: dei 9 in cassa, tre ci sono da subito, 6 dopo la stagione. Ma il nostro obiettivo è riassorbire il personale nel tempo. E, se le cose andranno come pensiamo grazie agli investimenti, anche di assumerne altro».
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