La manifestazione
Follonica verso un agosto senz’acqua
Marras lancia l’allarme. E Ceroni (Fiora) spiega: «Chiusi i pozzi alla Muccaia, dovremo attingere da Bicocchi e Pecora»
FOLLONICA. «Il Comune di Follonica ad agosto rimarrà senza acqua» ha detto Leonardo Marras durante l’assemblea di Confiagricoltura. Parole, quelle del presidente della Provincia, che hanno allertato la città sul golfo. Un altro presidente però, quello dell’Acquedotto del Fiora spa, Claudio Ceroni, aggiusta il tiro, spiegando che sì, in effetti alcune difficoltà ci sono, ma che la società sta correndo ai ripari per tamponare le difficoltà. Infatti, studiando le carte per scovare le falde e per ripensare i tragitti delle tubature, è pronto un piano per distribuire l’acqua in maniera alternativa rispetto al previsto, a cui si accompagnano vari interventi tra pozzi e potabilizzatori. Il caso, in ogni caso, l’ha sollevato Marras di fronte agli agricoltori, ironizzando sul governo centrale. «Ho incontrato il Comune e adesso valuteremo le misure da prendere» ha spiegato all’assemblea il numero uno di palazzo Aldrobrandeschi. Anche perché, è bene sottolinearlo, Follonica durante il mese di agosto supera i 100mila abitanti, a dispetto dei circa 30mila durante il resto dell’anno. Ma in realtà Fiora spa è già a lavoro.
La spia del problema si è accesa dai pozzi della Muccaia, a Massa Marittima, che nell’ultimo periodo hanno iniziato a pompare acqua color marrone. La spia è chiara: siamo in riserva. Se l’acqua è marrone, significa che sta finendo, che siamo arrivati a raschiare il fondo. Per questo l’Acquedotto ha deciso prima di chiudere questi pozzi e poi di deviare sulla Città del Balestro parte del gettito destinato a Follonica. Qualcosa intorno ai 15 litri al secondo. Una quantità notevole, che adesso esce dal piano idrico in precedenza previsto per la città sul golfo. «Abbiamo così deciso di incrementare il servizio follonichese collegando le tubature all’invaso del Bicocchi» spiega Ceroni. Ovvero, il lago artificiale nascosto nella macchia di Valle. Ma questa alternativa di per sé non basta a garantire l’intero fabbisogno della città. Infatti, capita che l'invaso sia a corto di riserve. E date le scarse precipitazioni dell’ultimo inverno questo 2012 non fa differenza. «Per questo - continua il presidente dell’Acquedotto – riforniremo l’invaso del Bicocchi con l’acqua del Pecora». Attraverso una catena di pompaggi, quindi, l’acqua verrà trasferita dal fiume che attraversa Follonica al lago artificiale. «Una soluzione necessaria – continua Ceroni – per garantire il servizio idrico alla città». Una soluzione che però non basta per scongiurare la carenza d’acqua che rischia di abbattersi sul golfo ad agosto. Per questo l’Acquedotto ha in cantiere altri interventi per cercare di limitare le difficoltà ai propri utenti. Due soprattutto, riguardanti altrettante zone follonichesi. Il primo prevede ulteriori scavi nei dintorni dei pozzi di Carpiano e Baracchi, già per loro natura studiati per far fronte alle emergenze idriche che ogni estate caratterizzano Follonica. L’intento, in questo punto, è aumentare il bacino da cui attingere l’acqua. Il secondo intervento, invece, riguarda i pozzi della zona di Salciaina, dove sono stati installati degli apparecchi potabilizza tori, in grado di trasformare l’acqua di mare in comunissima acqua del rubinetto. Insomma, gli uomini del Fiora spa sono a lavoro. Ma il consiglio diffuso, così come recitano le ordinanze di quasi tutti i Comuni maremmani, è quello di ridurre al minimo indispensabile l’uso d’acqua pubblica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
