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«Depuratore, la Lega sbaglia» La replica della maggioranza

MANCIANO. «La Lega nord di Manciano, con la sua ormai contraddistinta superficialità e poca competenza nelle scelte e negli iter amministrativi, si presenta sui giornali come paladina di quello che è...

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MANCIANO. «La Lega nord di Manciano, con la sua ormai contraddistinta superficialità e poca competenza nelle scelte e negli iter amministrativi, si presenta sui giornali come paladina di quello che è rimasto della coalizione dell’ex sindaco Mecarozzi».

Inizia così la replica della maggioranza del comune di Manciano alle affermazione della Lega Nord in merito alla questione dell’ubicazione dell’impianto di depurazione. Il capogruppo Daniele Pratesi spiega che «nella riunione pubblica svolta nella sala consiliare, la giunta ed il sindaco hanno spiegato bene ai cittadini presenti, la storia e l’iter tecnico-amministrativo dell’impianto, assicurando tutti sulle garanzie che l’amministrazione comunale richiederà in tutte le fasi del procedimento e della costruzione, garantendo le possibilità di eventuali opposizioni al progetto definitivo da presentare dopo l’avvio del procedimento».

Secondo la giunta mancianese la Lega Nord «dovrebbe sapere o fa finta di non sapere, che esiste un obbligo normativo sui tempi di realizzazione dell’impianto, pena l’annullamento del finanziamento regionale, sanzioni al Comune e quindi ai cittadini, oltre ad ovvi risvolti penali a carico di chi deve realizzare le opere».

Pratesi osserva che agli atti del Comune è possibile verificare che nelle due conferenze di servizi svolte nel 2010 e 2011 indette dall’ex amministrazione Mecarozzi, a cui hanno partecipato gli enti preposti ai pareri di competenza, i tecnici comunali hanno confermato la bontà dell’ubicazione dell’impianto di depurazione. Il comunicato prosegue sottolineando «l’incompetenza della Lega Nord perché non soltanto non legge gli atti, le delibere e le relazioni tecniche di appoggio, ma addirittura dimentica che ben due assessori (uno all’ambiente e l’altro all’urbanistica) che hanno approvato l’avvio del procedimento nel 2009, erano gli stessi portati nella ex giunta Mecarozzi e che per una “perdita” improvvisa di memoria, hanno messo nel cassetto l’iter di realizzazione dell’opera».

Ricostruiti i fatti, il gruppo di maggioranza, si domanda polemicamente cosa avrebbe fatto la giunta Mecarozzi in una situazione come questa. E respinge al mittente quelle che definisce «operazioni di bieco populismo», impegnandosi a convocare in tempi brevi una riunione pubblica alla presenza dell’ingegnere progettista e della società Acquedotto del Fiora, per informare i cittadini di tutta la questione.

Paolo Mastracca

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