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Grosseto

SINDaCATI ALL’ATTACCO

Poste, pronto il conflitto di lavoro

Poste, pronto il conflitto di lavoro

Contro la decisione di tagliare le aree di recapito dei portalettere

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GROSSETO. I tagli agli uffici postali, trentatrè nella provincia di Grosseto, sembrano scongiurati. Parola dei sindacati di categoria: si fidano delle parole dell’amministratore delegato di Poste Spa Sarmi. «Pochi giorni fa abbiamo letto una sua intervista su Repubblica in cui smentiva l’ipotesi di chiusure drastiche», spiega Giampaolo Merli, della sigla Slp-Cisl Poste. «È chiaro che di fronte a una situazione mutata così favorevolmente, la nostra battaglia perde senso. Così come le varie proposte alternative».

Più realisticamente, se proprio ogni chiusura non dovesse essere scongiurata, potrebbe esserci l’ipotesi, come paventato anche negli sportelli postali lombardi, di una trasformazione degli uffici in “centro servizi”. Un’ipotesi che eviterebbe comunque anche la chiusura in alcune frazioni, altrimenti tagliate fuori dalle geografia “civile” della Maremma.

Restano purtroppo forti preoccupazioni sulla questione del servizio di recapito, quello svolto dai portalettere. Il dialogo con l’azienda in questo caso è inesistente. Tutto è già stato deciso: e delle oltre 100 aree in cui è suddivisa la provincia, oltre 50 delle quali solo a Grosseto, 21 sono già state fatte fuori dal servizio. «Avremmo potuto discutere di accordi e normative - spiega Merli - invece l’azienda è andata avanti con i suoi propositi di tagli senza ascoltare nessuno».

È praticamente imminente quello all’area di Manciano, che costringerà i postini “confinanti” ad allargare il giro, con ritardi già facilmente immaginabili.

Per questo motivo i sindacati hanno già avviato la procedura di “conflitto sul lavoro” con i datori: un primo passo verso un successivo sciopero a meno che negli incontri che si terranno la prossima settimana, obbligatori proprio in virtù della procedura appena aperta, non ci sia un avvicinamento tra le parti. «Ma al momento pare difficile che le Poste tornino sui propri passi per la questione della corrispondenza quotidiana», ammette il sindacalista. Tagli su tagli, insomma: un qualcosa già annunciato dal proposito regionale di chiudere il centro smistamento di Pisa che già sta provocando ritardi nella consegna di missive e buste .

Comunque vada, la partita è appena iniziata.

Matteo Baccellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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