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Attorno a Capanne solo cenere

Attorno a Capanne solo cenere

Danni enormi in tutta l’area. E polemiche: «Nessuno ha pulito il sottobosco»

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FENICE CAPANNE. L’aria è gonfia dell’odore di legna bruciata, mentre le colline attorno alle case sono color grigio cenere. In alcuni punti ci sono ancora delle piccole colonne di fumo, provenienti da focolari che hanno resistito per tutta la notte. È il giorno dopo l’inferno a Fenice Capanne, piccolo villaggio nascosto nelle colline di Massa Marittima. I tralicci della rete Telecom sono andati distrutti e i telefoni e la linea internet sono fuori uso. Nelle poche strade che percorrono il centro, ci sono più mezzi di soccorso che auto. Un vigile del fuoco, dal centro coordinamento lì allestito, indica la strada agli elicotteri che continuano a gettare acqua dal cielo. «È un disastro» dicono gli abitanti. Sono finiti in fumo più di cento ettari, principalmente pineta. Tradotto con gli occhi, fanno due colline e mezzo. Ma alla vegetazione, ci sono da aggiungere quattro appartamenti di un agriturismo, divorati dalle fiamme. Il bilancio preciso comunque rimane ancora da stimare. «Finché non verrà spento del tutto non possiamo sapere quanto terreno è bruciato» dicono gli addetti ai lavori sul posto. Perché il fuoco ieri, seppur circoscritto, ha continuato a dare preoccupazione, visto il vento. C’erano ancora delle fiamme nel perimetro già bruciato, su cui i tre elicotteri della Regione e i due Canadair della Protezione civile hanno continuato a gettare acqua fino al pomeriggio. Intanto, gli uomini a terra si sono occupati del raffreddamento delle bombole di gpl, sparse sul territorio accanto ai poderi.

Le operazioni di spegnimento sono andate avanti da giovedì mattina e hanno visto la partecipazione del corpo Forestale, della squadra Antincendi, di cinque squadre dei vigili del fuoco, arrivate da Follonica, Grosseto, Siena, Lucca e Pisa, dei volontari di varie associazioni più tutti gli operai e i mezzi dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere. Per un totale di oltre cento uomini. Ma che cosa è successo? «Abbiamo visto le fiamme attorno alle 11 provenire da sud-ovest e abbiamo avvisato subito i vigili del fuoco», spiega Juri Barontini, titolare di un agriturismo nel centro di Felice Capanne. La sua è stata la seconda telefonata arrivata al comando. La prima l’avevano fatta gli operai della Agro Forest, azienda addetta ai lavori boschivi. Erano a lavoro su quelle colline, quando da un mezzo cingolato, lungo circa 12 metri, regolarmente autorizzato, sono uscite delle fiamme. Sarebbe questa, secondo il rapporto stilato a tarda notte dalla Forestale, la causa dell'incendio. Gli operai hanno provato a spegnerle subito, ma senza successo. E da lì è scoppiato l’inferno. «Siamo anche i proprietari di questa parte di bosco. – dice un gruppo di addetti dell’azienda, ieri in perlustrazione a Capanne - È stato un incidente. Ma ad ora non possiamo calcolare il danno». Perché da quel punto in poi, il fuoco si è trasformato in un puledro imbizzarrito. Indomabile, capace di scavalcare strade e argini. «Quando sono arrivati, i vigili non riuscivano ad attaccare gli idranti ai bocchettoni dei camion che l’incendio si era già allargato in un altro punto» continua Barontini. Le fiamme sono arrivate fino a 25 metri, aiutate dal vento e dalla vegetazione secca a terra, e con fare minaccioso si sono avvicinate sempre più alle case. «Quando ho visto l’incendio sparso lungo tutte le colline che circondano Capanne, ho avuto paura di veder bruciare trent'anni di lavoro», continua l’albergatore. I turisti della sua struttura erano al mare in quel momento: si sono accorti del disastro solo al ritorno, quando la polizia municipale non li ha fatti passare. Intanto, nel villaggio le persone sono state raccolte nella piazza e fatte evacuare. «Ho avuto tanta paura» dice una donna. Insieme a loro c’era anche una coppia di turisti, salvati dalle fiamme dai soccorritori. «Ma alcuni di noi sono rimasti. – spiega Barontini – Soprattutto per dare le indicazioni ai mezzi a terra». In tarda serata, poi, quando la situazione è tornata sotto controllo, i cittadini hanno fatto ritorno a casa. Alla fine, i soccorsi avranno la meglio sul fuoco, senza nessun ferito. «Hanno fatto un lavoro eccellente» dicono in paese. Però lo sguardo si volge verso le colline, dove lo scenario è lunare. E non senza qualche polemica. «In terra c’erano aghi e tronchi di pini secchi da molto tempo, ma nonostante i richiami nessuno ha fatto niente. È come se il fuoco avesse trovato della benzina sul suo cammino». Oltre alla pineta e agli appartamenti, l’incendio ha distrutto anche i tralicci della Telecom, lasciando isolato Capanne. Qualche cellulare però prende ancora su una collina. E da lassù, l’unica cosa che si vede intorno al villaggio, è cenere.

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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