Il dolore
Tolgono il posto auto Rabbia di un’invalida
FOLLONICA. Ha chiesto chiarimenti alla polizia municipale prima e al sindaco di Follonica poi. Ha chiesto spiegazioni sul perché il suo posto auto riservato sotto casa non esistesse più, nonostante...
FOLLONICA. Ha chiesto chiarimenti alla polizia municipale prima e al sindaco di Follonica poi. Ha chiesto spiegazioni sul perché il suo posto auto riservato sotto casa non esistesse più, nonostante ne abbia un gran bisogno. Ha un certificato d'invalidità, Annamaria Fontanelli, che spiega come non possa stare in piedi per problemi alla schiena. Ha chiesto spiegazioni ma nessuno le ha dato una risposta concreta: soltanto lettere in politichese stretto, in cui si spiegava che il nuovo regolamento le toglieva il beneficio dello stallo e che nient'altro poteva essere fatto. Lei però non si è scoraggiata: ha preso tutta la documentazione e l'ha portata alla Procura di Grosseto.
Siamo nel complesso di san Venero, a Follonica. Annamaria è nella sua terrazza al piano terra insieme al marito. «Dal 2009 avevo ottenuto il permesso per un posto auto nel parcheggio qua davanti», spiega. Il parcheggio è proprio davanti a casa sua, solo un po' rialzato. «Lasciavo l'auto vicino alla discesa e potevo tranquillamente arrivare a casa con l'aiuto di un familiare».
La donna ha problemi alla spina dorsale, per cui non riesce a stare in piedi troppo a lungo. Ma da seduta, può fare tutto quello che vuole. Lo dimostra il rinnovo della patente, che la motorizzazione le ha rilasciato appena due mesi fa. Ad aprile, però, Annamaria si accorge di una cosa: il cartello che sanciva il suo posto riservato era sparito. Un problema, perché san Venero d'estate si riempie di auto, vista la vicinanza al mare. «L'altro posto per disabili nella zona è lontano circa 500 metri», dice. Così decide di scrivere una lettera alla polizia municipale per avere spiegazioni. «Nessuno mi ha comunicato che l'avrebbero tolto». Non arriva nessuna risposta.
A metà maggio va di persona al comando, dove le consegnano la risposta su raccomandata. Il testo spiega che riguardo allo stallo «non è stata ritrovata nessuna ordinanza istitutiva di tale beneficio». «Ma come? Io avevo consegnato tutta la documentazione al comandante precedente - si chiede Annamaria - In questo modo lo smentiscono». La corrispondenza però continua e nella seconda lettera i vigili spiegano che «il nuovo regolamento (approvato nel 2010 ndc) prevede che questa tipologia di stallo è consentita solo nelle aree ad alta intensità di traffico». San Venero però non è compresa tra queste. «Ma lungo viale Caprera (dove si affaccia il parcheggio ndc) ad oggi c'è soltanto un posto per disabili - spiega la donna - Dovevano essere due e quando mi hanno concesso il mio hanno tolto il secondo. Ma ora che me l'hanno tolto, non hanno attivato di nuovo il secondo».
Così Annamaria, determinata, viene ricevuta dal sindaco Eleonora Baldi. «A me l'auto serve: è l'unico modo per sentirmi indipendente. Quando voglio starmene da sola, mi faccio accompagnare alla macchina e vado a fare un giro a Punta Ala o a Piombino», dice. Il sindaco però le fa rispondere dopo qualche giorno dal suo dirigente, che conferma quanto già detto dai vigili. Ma Annamaria non molla: prende la storia, scritta nero su bianco nella corrispondenza, e la porta in Procura, dove deposita una lettera per denunciare l'accaduto.
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