Sicurezza
La sosta selvaggia dei soliti indisciplinati
Scivoli ostruiti, veicoli lasciati su strisce e marciapiedi o privi di permesso negli stalli dei disabili
GROSSETO. Vogliono stare tutti belli comodi. E se può dar fastidio a qualcuno, chi se ne frega: ci è bastato fare un giro tra via Oberdan e via Fiume, cinquecento metri scarsi, per renderci immediatamente conto di come ragionano certi automobilisti. Sì, perché durante il vai e vieni quotidiano verso il posto di lavoro, più volte avevamo sbattuto lo sguardo in veicoli parcheggiati in modo bizzarro. Soste che nulla avevano a che fare con il Codice della strada. Da lì la domanda: ma quante potremmo pizzicarle in un quarto d’ora di camminata? Ve lo diciamo subito: undici. Insomma, tanto per capirci, un’auto o uno scooter ogni cinquanta metri è “piazzato” dal proprio conducente in modo scorretto.
Ma andiamo nel dettaglio: in via Monfalcone, sia davanti alla discesa dedicata ai disabili e alle carrozzine dei bambini, sia di fronte un passo carrabile, campeggiano due autovetture. Pochi metri più in avanti altre due auto non solo non si trovano a debita distanza dalla curva, ma occupano buona parte della traiettoria necessaria per svoltare. Anche via Chiesa è messa male, così come via Buozzi. Qui parlare di automobilisti indisciplinati è poco: alcuni autoveicoli sono parcheggiati allegramente sopra le strisce pedonali. Altri ostruiscono, per l’ennesima volta, gli scivoli di accesso al marciapiede. Ma è svoltando verso via Fiume che incorriamo in personaggi “creativi”: c’è un fuoristrada che non solo nega l’uso della discesa per disabili, ma si trova anche in curva e con le due ruote di sinistra sopra il marciapiede. Insomma, roba certamente non da scuola guida. Non percorriamo tutto il lato destro di via Fiume, ma imbocchiamo in direzione di via Roma. Per un attimo l’occhio cade sui cassonetti, stracolmi: è mai possibile che qui debbano sempre traboccare? Altri due passi ed eccoci davanti a un supermercato. Anche in questo caso scivoli e aree di sosta per portatori di handicap non sono minimamente rispettati. Anzi, c’è chi è fermo, senza contrassegno, nelle zone dedicate ai disabili e torna verso la macchina con alla mano buste della spesa. Non mancano neppure gli scooter messi di traverso e in curva. Ma il premio alla creatività va al forestiero che, prima di piantare la propria familiare in obliquo lungo strada, posiziona con cura sul parabrezza un cartoncino con su scritto “Civitavecchia”. Chissà, forse da quelle parti si fermano tutti così... O magari la convinzione è che l’essere vacanzieri porti con sé una sorta di immunità alle regole.
Ecco, il nostro breve itinerario finisce qui. Occorre però fare un paio di precisazioni. Sì, perché all’indisciplinata sosta di veicoli sopra descritta si contrappone un dato che ha del curioso: il parcheggio sotterraneo in via Oberdan, costruito pochi anni fa sulle ceneri del vecchio deposito Rama, è pressoché sempre mezzo vuoto. Insomma, di posti lì ce ne sarebbero, e a bizzeffe, ma non vengono presi in considerazione. Forse pesa affrontare la scalinata che porta alla superficie? Qui, con 2,10 euro, si può fermare la propria macchina per tre ore. Per cavarsela lungo le tradizionali zone contrassegnate da strisce blu lungo strada, invece, basta un euro e ottanta. Insomma, prima di prendere una contravvenzione o calpestare i diritti altrui, forse, è bene pensarci. Ma purtroppo è risaputo: vogliono stare tutti belli comodi.
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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