Il Tirreno

Grosseto

Gestione rifiuti, un unico concorrente

di Gabriele Baldanzi
Gestione rifiuti, un unico concorrente

Alla sede dell’Ato è arrivata una sola busta, quella di Progetto 6, raggruppamento che comprende anche il Coseca

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SIENA. Se ne parla da anni. Adesso ci siamo. Sono scaduti, lo scorso 29 giugno i termini per partecipare alla madre di tutte le gare. Quella per l’affidamento della gestione dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo al famoso gestore unico. Requisiti per partecipare? Garantire 130 milioni di fatturato annuo, accollarsi per 20 anni la gestione del ciclo dei rifiuti nelle tre province, impegnarsi ad investire circa 110 milioni di euro in nuovi impianti di proprietà pubblica.

Ieri abbiamo incontrato Paolo Nannini, commissario dell’Ato Rifiuti, traghettatore verso il nuovo soggetto, l’Autorità, che sta prendendo forma e sostanza in questi giorni.

«La gara è fatta. E’ arrivata una sola busta, una sola offerta. Ad inviarla il raggruppamento temporaneo di imprese formato da SienAmbiente, Cooplat, Aisa, Coseca, Unieco e La Castelnuovese, tutte aziende che già operano sui territori delle province di Grosseto, Siena e Arezzo e che si erano organizzate per creare un nuovo soggetto che si chiama Progetto 6 - Servizi ecologici integrati».

La gara, lo ricordiamo, era stata bandita il 2 dicembre 2011, preceduta da una pre-qualificazione che aveva consentito di selezionare tre soggetti. Alla fine però solo uno, quello locale, ha deciso di presentare un’offerta. Hanno rinunciato sia Hera spa (Holding energia risorse ambiente), multiutility con sede a Bologna, quotata in borsa, con oltre 6.600 dipendenti, sia il raggruppamento temporaneo di imprese formato da Iren Ambiente spa - gruppo di Reggio Emilia con sedi a Parma, Piacenza, Torino e Genova - e da Tekneko, gruppo che già opera a Orbetello.

«Nei prossimi giorni – sono ancora parole di Nannini – si insedierà la commissione di gara – aprirà la busta - che poi altro non è che un enorme pacco - e valuterà nei dettagli la congruità dell’offerta. A settembre ritengo che conosceremo l’esito della gara per poi arrivare al passaggio epocale del primo gennaio 2013, quando la gestione del ciclo dei rifiuti sarà in mano completamente al nuovo soggetto».

Stiamo parlando di una gara molto complessa, le cui condizioni sono scritte in circa 6.500 pagine che definiscono il contratto di servizio, la carta del servizio, l’indennità ambientale, le modalità di passaggio dalle gestioni attuali - 7 gestori, 103 comuni interessati (alcuni gestiscono ancora in proprio lo spazzamento) - a quella del gestore unico che prenderà in carico tutto.

Tutto tranne gli impianti già esistenti, per i quali sono già state stipulate convenzioni che stabiliscono le condizioni di utilizzo da parte del gestore unico. Il personale seguirà i servizi che saranno trasferiti al gestore unico.

L’altra grande novità, a partire dal gennaio 2013, data di inizio della nuova gestione, sarà il passaggio dal sistema a tassa - la Tarsu - a quello a tariffa (Tia) e per i primi tempi l’Ato ha previsto tre diversi sistemi tariffari per le tre province, fino al 2018, quando la tariffa diverrà unica, con aumenti per i cittadini che oggi, con la Tarsu, vedono una percentuale dei costi ancora coperta dai Comuni.

E ieri il consiglio direttivo dell’assemblea dell’Ato si è riunito per eleggere il suo presidente. Ne fanno parte sette membri: Maurizio Bizzarri (Scarlino non poteva non avere voce in capitolo..), Paolo Fratini (la discarica di Cannicci si trova nel comune di Civitella-Paganico), Lorenzo Avanzati (sindaco di Abbadia), Lucia Coccheri (sindaco di Poggibonsi), Stefano Gasperini (vice-sindaco di Arezzo), Mauro Amerighi (sindaco di Terranova Bracciolini) e Nazareno Betti (sindaco di Pian di Scò). Quest’ultimo sarà il presidente, il coordinatore del direttivo, che avrà funzioni di indirizzo e controllo. In pratica il braccio operativo dell’assemblea, che si era riunita il 13 luglio scorso e tornerà a farlo in autunno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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