Sicurezza
Marittimo annegato Rinviati a giudizio il figlio e l’armatrice
Francesco Ubbriaco morì dopo essere caduto nel giugno 2011 dal motopesca Nuova Provvidenza
STEFANO. E' imputato per la morte del padre: quest'ultimo annegato, mentre lui aveva provato a salvarlo. Salvatore Ubbriaco, 37 anni, comandante del "Nuova Provvidenza Cangitano", deve rispondere di omicidio colposo perché insieme all'armatore Maria Grazia Galatolo, 46 anni, legale rappresentane della M/P Primula di Baroni Alessandro e C. snc, non avrebbe impedito a Francesco Ubbriaco, 59 anni, di salire sul motopesca quando questi non superato i termini di scadenza della visita biennale obbligatoria. E non avrebbero rispettato le norme di sicurezza.
Il gup Marco Bilisari ha rinviato a giudizio, in cooperazione colposa, comandante e proprietaria per l'udienza che si terrà il 7 maggio alla sezione distaccata di Orbetello. Il giudice ha accolto la richiesta del pm Giuseppe Coniglio, formulata a conclusione delle indagini svolte dalla guardia costiera per quell'incidente avvenuto il 26 giugno 2011, a 24 miglia da Porto S.Stefano e 10 miglia da Isola del Giglio. Secondo l'imputazione, Ubbriaco stava lavorando sul divergente di dritta (uno dei due attrezzi che servono per allargare la rete), appoggiato in orizzontale sulla murata dell'imbarcazione: a causa del cedimento del divergente e della rotazione subita da quest'ultimo, Ubbriaco era finito fuori bordo, investito dalle catene di ritenuta del divergente nelle quali era rimasto intrappolato. Era annegato.
Salvatore Ubbriaco non avrebbe vigilato sul mancato uso dei dispositivi di protezione individuale da parte dei marinai imbarcati e non avrebbe predisposto procedure di lavoro per le mansioni pericolose, come quella dei divergenti. Maria Grazia Galatolo non avrebbe valutato i rischi né operato per ridurre i pericoli di incidenti: l'imbarcazione, tra l'altro, non sarebbe stata dotata di accorgimenti antisdrucciolo né vernice antiscivolo. Ed entrambi non avrebbero impedito a Francesco di salire: secondo l'imputazione erano scaduti i termini della visita biennale obbligatoria per i marittimi iscritti in prima categoria. L'incidente era avvenuto di notte. A bordo del Nuova Provvidenza c'era anche il mozzo. La capitaneria aveva dato inizio all'indagine dopo aver rimorchiato in porto il motopesca, mettendolo sotto sequestro. Era intervenuta anche la medicina del lavoro della Asl, mentre l'autopsia era stata affidata dal professor Gabbrielli.
(p.s.)
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