La manifestazione
La rabbia degli operatori: «Il calo sfiora il 30 per cento»
FOLLONICA. La tassa di soggiorno? Non sapevano che dovevano pagarla al momento della prenotazioni e molti turisti decidono di non pagare l’imposta. A quindici giorni dalla sua entrata in vigore il...
FOLLONICA. La tassa di soggiorno? Non sapevano che dovevano pagarla al momento della prenotazioni e molti turisti decidono di non pagare l’imposta.
A quindici giorni dalla sua entrata in vigore il balzello sui pernottamenti nella città del Golfo continua a far discutere: qualcuno non la paga proprio, altri si arrabbiano perché non erano stati avvertiti, e dalle associazioni di categoria dicono che anche se si tratta di pochi euro incide sugli arrivi.
A metà estate la percezione dell’andamento dell’economia locale di Follonica, che per lo più vive grazie al turismo, non è ottimale: un calo del 25 – 30% rispetto al passato, meno guadagni, meno presenze e il classico mordi e fuggi che si contrae ancora di più, con persone che arrivano la mattina e vanno via la sera stessa.
Un quadro non confortante, dove influiscono pure le scelte dell’amministrazione comunale, almeno a quanto dicono gli addetti ai lavori, come appunto l’introduzione della tassa per chi dorme nelle strutture ricettive cittadine o l’abolizione degli abbonamenti per la sosta a pagamento, che magari possono incidere relativamente sul costo di un periodo di ferie ma nel contempo danno fastidio e irritano i vacanzieri. «La situazione non è delle migliori: gli operatori turistici raccontano che molti loro clienti, specialmente quelli che avevano prenotato prima dell’istituzione dell’imposta quindi prima di luglio, si rifiutano di pagarla – spiega Agostino Ottaviani, presidente Ascom Follonica –. Questa tassa così come l’annullamento degli abbonamenti ai parcheggi sicuramente rappresenta un disincentivo a venire nel Golfo: a quanto riportano i dati si registra già un calo del 26 – 27%, il sabato e la domenica c’è il pienone e poi dal lunedì si ritorna alla normalità».
Della stessa idea è anche Confesercenti. «Per capire quanto questa tassa incide sulle presenze basti dire che a Viareggio il Comune ha deciso di congelarla, nonostante fosse stata inserita nel bilancio, proprio perché hanno capito che poteva essere un motivo per non andare lì in ferie. Con i tempi che corrono pure pochi euro in più fanno la differenza, o si cambia rotta oppure il prossimo anno la situazione sarà ancora peggiore». Dati ufficiali alla mano ancora non ci sono, ma la percezione dell’andamento della stagione estiva è negativa: i follonichesi stessi toccano con mano la situazione, meno persone durante la settimana, spiaggia dove per lo più si vedono solo residenti, boom nel weekend. Ma la domenica sera già sono tutti ripartiti.
Paola Villani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google