Camilli ha detto sì, il Prato potrà giocare allo Zecchini
I lanieri risolvono i problemi di agibilità legati all’impianto di illuminazione Borghi: «Allo stadio servono soltanto piccoli lavori sulla gradinata»
GROSSETO. Fino all’anno scorso, Piero Camilli aveva detto no: no a qualsiasi ipotesi di concedere lo Zecchini anche a un’altra squadra, oltre che a quella biancorossa. Ma ieri mattina il patron ha detto sì. E così il Prato potrà venire a Grosseto a giocare le partite casalinghe del proprio campionato.
«Il presidente Camilli ha chiamato stamani (ieri, ndr) il sindaco - dice il vicesindaco e assessore allo sport Paolo Borghi - e ha dato verbalmente la propria disponibilità a ospitare il Prato. Noi l’abbiamo subito comunicata per scritto al Comune di Prato. In serata ho sentito anche l’assessore allo sport pratese, dopo che in mattinata i contatti si erano svolti con la dirigente dell’ufficio sport. Il passaggio con Camilli per noi era imprescindibile».
Il presidente dell’Us Grosseto aveva detto no al Gavorrano, costretto nella passata stagione a emigrare a Venturina in attesa della sistemazione del Malservisi-Matteini imposta dagli standard della Lega Pro. E così dovrebbe essere anche per il Prato: il Lungobisenzio ha problemi all’impianto di illuminazione, servono 120mila euro per risistemarlo e i lavori non sarebbero terminati per l’inizio del campionato di Lega Pro Prima divisione, fissato orientativamente per la fine di agosto. Un paio di giornate, forse tre, poi lo stadio “naturale” dei lanieri dovrebbe essere pronto per le eventuali partite in notturna, che comunque non dovrebbero svolgersi nei primi turni. Per qualche settimana, insomma, il Carlo Zecchini dovrebbe lavorare a pieno regime, tutti i weekend per capirsi, una volta con il Grifone, una volta con il Prato.
Ma c’è bisogno di qualche intervento allo stadio in vista della prossima stagione agonistica? «Abbiamo previsto soltanto interventi di piccola manutenzione sulla gradinata dello Zecchini, nulla più - risponde Borghi - Non c’è bisogno di altro. Siamo orgogliosi che il nostro campo sia così richiesto, che tante società chiedano di poter disputare le partite da noi, in mancanza di un proprio impianto. E non solo per la bontà del manto verde ma anche per la struttura in sé, nel suo complesso, evidentemente adatta per lo svolgimento di competizioni di un certo livello».
Pierluigi Sposato
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